Strada del Mare, il comitato: «Anas onori l’impegno e termini i lavori»

I timori per il mancato rispetto della convenzione siglata con il Comune di Joppolo, la Provincia di Vibo e la Regione. Interessato di nuovo il Ministero delle Infrastrutture e chiesto l’intervento della Prefettura
I timori per il mancato rispetto della convenzione siglata con il Comune di Joppolo, la Provincia di Vibo e la Regione. Interessato di nuovo il Ministero delle Infrastrutture e chiesto l’intervento della Prefettura
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

“E’ nostro dovere morale e civico chiedere conto ad Anas sullo stato degli interventi. La convenzione siglata dal Comune di Joppolo, dalla Provincia di Vibo Valentia, dalla Regione Calabria e da Anas spa parla chiaro e ci sono due punti non ancora realizzati: riparazione delle reti paramassi/corticali esistenti e posa in opera di nuove barriere paramassi ad alto assorbimento”. E’ quanto afferma in una nota il comitato “Strada del Mare” in ordine ai lavori sull’arteria provinciale fra Joppolo e Coccorino. “In base alle informazioni in nostro possesso, le vecchie paramassi che oggi giacciono abbassate sul versante non saranno rialzate e rimesse in funzione per come originariamente poste – sembrerebbe perché non omologate alla nuova normativa -, inoltre permangono alcuni tratti di vecchie reti corticali che hanno assolutamente necessità di essere manutenute. Allo stesso tempo i muri, danneggiati dai disgaggi, resteranno compromessi senza fornire più nemmeno quel minimo di difesa. [Continua dopo la pubblicità]

Informazione pubblicitaria
I muri paramassi, già da riparare da anni, ulteriormente danneggiati dai disgaggi dei massi

Le nuove barriere paramassi, sulla cui installazione siamo sempre stati rassicurati – fa notare il comitato Strada del Mare con Giovanni Capua e Carmelo Preiti – non saranno realizzate e ne disconosciamo il motivo. Sin dalla presentazione del progetto avvenuta alla Cittadella Regionale si è sempre parlato della posa di misure attive (reti corticali) e misure passive (barriere paramassi). Pertanto, noi rimaniamo con forti dubbi e non comprendiamo come si possa terminare un intervento in questo modo e stiamo di nuovo sollecitando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mediante i canali che abbiamo costruito. Forti di un ministro come Toninelli che per la Calabria ha lavorato tanto e ci ha messo la faccia, disperati abbiamo chiesto aiuto allo Stato e non possiamo accettare che lo Stato non mantenga gli impegni di cui si è incaricato. Noi cittadini abbiamo pagato un prezzo troppo alto e ancora una volta faremo di tutto per far valere i nostri diritti. Considerato – concludono dal comitato – che i lavori si accingono a terminare entro la fine di questo mese novembre, è estremamente importante mettere in evidenza che l’intervento così realizzato non è completo. Per tutto ciò abbiamo chiesto al deputato Riccardo Tucci, che è stato in passato referente per la questione con l’allora ministro Toninelli, di sentire la Prefettura di Vibo Valentia affinché si attivi con la massima urgenza a convocare tutte le parti prima della fine dei lavori”.

Le vecchie reti che aspettano di essere svuotate dalle pietre così come previsto nella convenzione

Spetta ora all’Anas chiarire se ha quantificato male il costo degli interventi e cosa intende fare per rispettare la convenzione che ha sottoscritto e che prevede quanto ricordato dal Comitato. Di certo, le reti paramassi lasciate abbassate rappresentano uno “schiaffo” nei confronti di tutti i cittadini che, bypassando politici di destra, centro e sinistra i quali sulla Strada del Mare poco o nulla hanno saputo fare, si sono battuti per la riapertura dell’importante arteria dopo oltre un anno di scaricabarile fra Provincia di Vibo Valentia e Regione Calabria.

Da ricordare che proprio per lo scandalo della Strada del Mare (che nelle intenzioni doveva collegare Pizzo a Rosarno passando lungo la costa), il 31 ottobre scorso il gup del Tribunale di Vibo Valentia ha rinviato a giudizio il direttore tecnico dell’impresa Restuccia, che aveva in appalto i lavori, un ex dirigente e due funzionari dell’ufficio lavori pubblici della Provincia di Vibo. L’indagine punta a dimostrare le irregolarità e i reati penali commessi attorno all’opera pubblica più costosa del Vibonese, dalla gestione della progettazione per arrivare alla sua approvazione da parte della direzione lavori e del responsabile del procedimento. Secondo la Procura, sarebbero anche emersi dei pagamenti effettuati negli anni dalla Provincia di Vibo utilizzando risorse finanziare destinate ad altri fini, stornando fondi da un capitolo di bilancio all’altro. 

In sede contabile, invece, la Corte dei Conti ha condannato l’ex dirigente della Provincia di Vibo Giuseppe Teti a risarcire l’ente – per danno da errata contabilizzazione – con la somma di 3.899.691,92 euro, mentre il funzionario della Provincia Antonio Francolino è stato condannato a pagare 974.922,28 euro. Antonio Francolino, attuale responsabile del settore Viabilità della Provincia, era il responsabile unico del procedimento per la costruzione della Strada del Mare, mentre Giuseppe Francesco Teti era il direttore dei lavori. La Procura della Corte dei conti li ha citati anche in appello dinanzi alla sezione giurisdizionale centrale di Appello di Roma contro la sentenza con la quale la magistratura contabile in primo grado ha dichiarato prescritta l’azione erariale con riferimento al danno da mancata realizzazione della Strada del Mare (soprattutto nel tratto Joppolo-Coccorino) e per l’effetto estinto il diritto al risarcimento del conseguente danno per oltre dieci milioni di euro (10.508.949,39 euro).   

La convenzione fra Anas, Regione Calabria e Provincia di Vibo Valentia