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Il gip di Vibo ha accolto la richiesta della Procura che ha chiuso il cerchio sugli esecutori del delitto e successiva soppressione di cadavere

Cronaca

Omicidio, distruzione e soppressione di cadavere. Con questa accusa, il gip di Vibo Valentia Gabriella Lupoli ha accolto la richiesta della Procura di mandare a giudizio immediato – saltando quindi l’udienza preliminare – gli indagati per il delitto di Giuseppe Cricri, ex candidato a sindaco del Comune di Dinami nelle amministrative del maggio 2013, e ritrovato carbonizzato nella sua auto il 22 ottobre 2013. Si tratta di: Liberata Gallace, 52 anni, del figlio Alfonsino Ciancio, di 28, e Fiore D’Elia, di 64 che dovranno comparire il 23 maggio prossimo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro.

Giuseppe Cricri risiedeva nella frazione Melicuccà del comune di Dinami, era separato e padre di una ragazza adolescente. Erano stati i familiari a denunciarne la scomparsa qualche giorno prima del ritrovamento del cadavere carbonizzato. 

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Al processo, come parte offesa, si presenteranno il padre, la madre, la sorella, il fratello e la figlia della vittima.

Giuseppe Cricrì avrebbe avuto delle relazioni sentimentali, una delle quali con Liberata Gallace, a sua volta era separata ma che continuava a vivere col suo ex marito nella stessa casa insieme ai loro tre figli. La donna non avrebbe accettato la fine della relazione con Cricrì per via di una donna romena.

Da qui la vendetta della donna con l’aiuto del figlio e del nuovo compagno. Il cadavere di Giuseppe Cricrì è stato ritrovato a Limpidi di Acquaro, località Petrignano, all’interno di un’auto data alle fiamme.

Lacnews24.it
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