lunedì,Maggio 17 2021

I fratelli Mirabello e quel “malu destinu” scritto col sangue – Video

La scomparsa in Sardegna dei germani di San Gregorio d’Ippona: viaggio in un paese in cerca di spiegazioni

I fratelli Mirabello e quel “malu destinu” scritto col sangue – Video

Eravamo già stati a San Gregorio d’Ippona, mettendo a nudo lo strazio di uno zio dei fratelli Davide e Massimiliano Mirabello – vittime di un sospetto caso di lupara bianca in Sardegna – e scoprendo, nel municipio, che uno dei due risulta ancora residente qui. Siamo ritornati ad una settimana da quel maledetto pomeriggio di una scomparsa che getta nello sconforto la famiglia dei due emigrati, trovando in uno stato d’abbandono la casa della residenza anagrafica di Davide nel vico Marconi e incontrando un cugino che commenta la notizia del giorno – ovvero che è compatibile con il Dna dei due fratelli il sangue trovato nel luogo della scomparsa – come di una conferma, di un presagio funesto che macchia il giorno di festa. Al telefono, Eleonora Mirabello – che con le sorelle Adelaide e Caterina rimane in Sardegna a seguire le ricerche – si lamenta per le false notizie dei giorni scorsi, si appella ai media per aiutare la famiglia contro quelli che definisce “sciacalli”. Sentimenti di un dramma che anneriscono il tran tran di un paese dove, per una volta, ci si precipita a dichiararsi solidali con le vittime, e la speranza è un filo sottile spezzato e riannodato di continuo. Sardegna e Calabria, accomunate anche da un passato fatto di faide e della violenza dell’anonima sequestri, si trovano oggi immerse in una storia di emigrazione finita in tragedia, forse a causa di un arcaico dissidio per un maledetto pezzo di orto: quello che qualcuno, qui, chiama “malu destinu”.

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