‘Ndrangheta: sequestro milionario all’imprenditore vibonese Angelo Restuccia (VIDEO)

Per il Tribunale è vicino ai clan Mancuso e Piromalli e si sarebbe affermato sul mercato grazie anche ai rapporti con esponenti mafiosi

Per il Tribunale è vicino ai clan Mancuso e Piromalli e si sarebbe affermato sul mercato grazie anche ai rapporti con esponenti mafiosi

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Appartengono al noto imprenditore e costruttore del Vibonese, Angelo Restuccia, 80 anni, di Filandari, i beni sequestrati dal Tribunale di Reggio Calabria in accoglimento di una richiesta della Dda. Il sequestro ammonta a 28 milioni di euro. L’imprenditore edile è ritenuto contiguo alle cosche di ‘ndrangheta Mancuso e Piromalli. Eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari e locali.

Informazione pubblicitaria

L’operazione è stata denominata “U patri nostru” ed è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho e del Procuratore Aggiunto, Calogero Gaetano Paci.

La figura di Angelo Restuccia è inizialmente emersa nell’operazione “Bucefalo” condotta dalla Guardia di Finanza e conclusasi con l’esecuzione nel 2015 di provvedimenti cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 11 persone ritenute contigue ai clan Piromalli e Molè di Gioia Tauro.

In tale contesto, la Restuccia Costruzioni – gestita ed interamente riconducibile ad Angelo Restuccia – ha realizzato una consistente parte dei lavori edili ovvero la struttura prefabbricata adibita a nuova sede dell’Annunziata srl” a Gioia Tauro, oltre a due capannoni ed un fabbricato che insistono all’interno del parco commerciale. Le indagini della Dda di Reggio Calabria, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di appurare come Angelo Restuccia non solo conoscesse da tempo i vertici della cosca Mancuso, ma li frequentasse e si rapportasse con loro, “attraverso un rapporto duraturo e sinallagmatico tale da produrre reciproca collaborazione e reciproci vantaggi, aventi ad oggetto il comune interesse alla realizzazione di opere edili – sia pubbliche che private – nel territorio calabrese.

Angelo Restuccia è quindi per gli inquirenti “un esempio emblematico di “imprenditore mafioso”, che ha instaurato con la ‘ndrangheta, tanto reggina quanto vibonese, un rapporto interattivo fondato su legami personali di fedeltà e orientato ad un vantaggio economico, avendo certamente tratto – sostengono gli investigatori – dall’attiguità agli ambienti criminali un beneficio per la propria attività imprenditoriale.

 Una volta delineato il profilo di pericolosità sociale qualificata di Restuccia, l’attività investigativa si è concentrata sulla ricostruzione del complesso dei beni di Angelo Restuccia e del suo nucleo familiare che “sono risultati poter disporre, direttamente o indirettamente, nell’arco temporale intercorrente dal 1985 al 2017, di una sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale”.

Emerso così, ad avviso della Dda di Reggio Calabria, il ruolo di “imprenditore mafioso che Angelo Restuccia ha rivestito nel tempo, tanto da poter sostenere che il patrimonio accumulato altro non sia che il frutto o il reimpiego dei proventi di attività illecite e, nella specie, dell’attività delittuosa del reato di associazione mafiosa.

Alla luce di tali risultanze, su richiesta della stessa Dda, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro dei seguenti beni riconducibili ad Angelo Restuccia: patrimonio aziendale e capitale sociale della “Restuccia Costruzioni S.p.a.” (8 immobili e 27 veicoli), con sede a Mesiano Filandari, esercente l’attività di “fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia”; il patrimonio aziendale e capitale sociale della “Sud Frantumati S.r.l.” (3 immobili), con sede legale in Filandari, esercente l’attività di “lavori generali di costruzione di edifici”; il patrimonio aziendale e capitale sociale della “AEDES Immobiliare S.r.l.”, con sede in Filandari esercente l’attività di “locazione immobiliare di beni propri”; le quote sociali (33,33%) della “F.C.F. Società Agricola S.r.l.” con sede legale a Nicotera, esercente l’attività di “coltivazione di ortaggi in piena aria”; 27 beni immobili, tra appartamenti, locali commerciali e terreni siti nella provincia di Vibo Valentia e Roma; tre  polizze vita e plurimi rapporti finanziari/assicurativi personali e aziendali.