Alluvione Vibo: il Tribunale delle Acque rigetta la richiesta del Nuovo Pignone

La Provincia non dovrà risarcire la società per i danni del 3 luglio 2006. Confermata a Roma la decisione già presa nel precedente grado di giudizio a Napoli

La Provincia non dovrà risarcire la società per i danni del 3 luglio 2006. Confermata a Roma la decisione già presa nel precedente grado di giudizio a Napoli

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Il Tribunale Superiore delle Acque pubbliche di Roma ha rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata dal Nuovo Pignone alla Provincia di Vibo Valentia per l’alluvione del 3 luglio 2006. La sentenza conferma quella emessa in primo grado dal Tribunale regionale delle Acque Pubbliche di Napoli e accoglie pienamente le tesi difensive dell’avvocato Vito Boragina, difensore della Provincia.

Il difensore puntando sul carattere eccezionale e imprevedibile dell’evento, con conseguente esclusione di responsabilità a carico della Provincia, ha contrastato fermamente anche ogni altra azione contraria formulata da tutte le parti in causa. In particolare si è opposto alle tesi della Regione Calabria, dirette a far ricadere le responsabilità degli ingenti danni richiesti dal Nuovo Pignone esclusivamente sulla Provincia.

L’esito del giudizio di appello è stato appreso con soddisfazione dal presidente della Provincia di Vibo Valentia, Andrea Niglia, e dallo stesso avvocato Boragina il quale ha dichiarato di “avere sempre creduto nelle proprie tesi volte a scongiurare ogni tipo di responsabilità a carico della Provincia. In particolare – ha sottolineato Boragina – su quelle basate sull’eccezionalità e imprevedibilità dell’evento alluvionale del 3 luglio 2006, così com’è emerso dalla copiosa documentazione e dagli atti processuali prodotti, nonché da precedenti pronunce del Tribunale Superiore delle Acque pubbliche in analoghi procedimenti».

La società “Nuovo Pignone spa” aveva chiesto alla Provincia il risarcimento dei danni allo stabilimento industriale sito a Portosalvo a seguito dell’alluvione che il 3 luglio del 2006 ha sconvolto le frazioni costiere della città capoluogo. La domanda di risarcimento danni quantificati dal Nuovo Pignone ammontava a 2.554.075,00 euro.