Autobomba di Limbadi, ecco chi ha posizionato l’esplosivo

Si tratta di due giovani di Soriano che avrebbero così saldato un debito con la famiglia Mancuso per la cessione di stupefacenti
Si tratta di due giovani di Soriano che avrebbero così saldato un debito con la famiglia Mancuso per la cessione di stupefacenti
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Nel riquadro Matteo Vinci
Rosaria Mancuso

Sono Antonio Criniti, 30 anni, di Soriano Calabro, e Filippo De Marco, 40 anni, pure lui di Soriano Calabro, i due principali nuovi arrestati dell’inchiesta “Demetra 2” dei carabinieri e della Dda di Catanzaro. Nei loro confronti le accuse di omicidio e tentato omicidio, danneggiamento, porto di esplosivi, tentata estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Sarebbero stati loro, secondo l’accusa, ad avere un debito di droga con soggetti di Limbadi. Fra gli arrestati anche Pantaleone Mancuso (cl. ’63), non direttamente imparentato con la più nota famiglia Mancuso. I due arerstati di Soriano per sdebitarsi avrebbero fabbricato e materialmente posizionato la micidiale bomba che ha fatto saltare in aria l’auto sulla quale il 9 aprile 2018 viaggiavano Matteo Vinci, deceduto, ed il padre Francesco Vinci che è rimasto gravemente ferito. I reati sono tutti aggravati dalle modalità e dalle finalità mafiose. [Continua]

Vito Barbara

Ad Antonio Criniti e Filippo De Marco vengono contestati anche diversi episodi di cessione di stupefacenti e il reato associativo finalizzato al narcotraffico. Oltre a Pantaleone Mancuso, nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per Vito Barbara, 30 anni, genero di Rosaria Mancuso. Rosaria Mancuso sarebbe stata la principale mandante del fatto di sangue maturato in un più ampio disegno estorsivo, posto in essere dai Mancuso, finalizzato all’illecita acquisizione di terreni, alla quale si sarebbe opposta la famiglia Vinci. Arrestato anche Domenico Bertucci, 27 anni, di Spadola. Nell’inchiesta sono coinvolti pure soggetti di Rosarno come il 34enne Giuseppe Consiglio, finito ai domiciliari, e Salvatore Paladino, 60 anni, anche lui di Rosarno. Indagato a piede libero Alessandro Mancuso, 22 anni, di Limbadi, nipote di Pantaleone Mancuso (cl. ’63).

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