domenica,Giugno 20 2021

Truffa alle assicurazioni a Vibo, in 65 dal gup per l’ennesimo e desolante rinvio

Se ne riparlerà a febbraio. A rischio prescrizione molti dei reati contestati. Fra gli imputati pure un avvocato e due medici ospedalieri. Tre anni di udienza preliminare “a vuoto” per l’ennesimo caso di malfunzionamento della giustizia

Truffa alle assicurazioni a Vibo, in 65 dal gup per l’ennesimo e desolante rinvio

L’avviso di conclusione indagini risale al 2015. La richiesta di rinvio a giudizio è stata invece avanzata dalla Procura di Vibo Valentia nel 2017. Da allora, dopo ben tre anni, il procedimento penale su una mega truffa alle assicurazioni con 65 imputati è ancora dinanzi al gup. Tre anni – e neanche basteranno – per decidere chi mandare a giudizio e, nel frattempo, la maggior parte dei reati sarà caduta in prescrizione. Quando si parla di “fiducia nella giustizia” e si invitano i cittadini a denunciare bisognerebbe anche avere il coraggio di guardare la realtà per quella che è. Almeno ad alcune latitudini. A Vibo Valentia, da quasi dieci anni (per carenza cronica di magistrati ma non solo per questo), una gran mole di procedimenti penali di competenza della Procura ordinaria (per reati che vanno dalla truffa alla concussione, dall’usura alla bancarotta fraudolenta, dal falso alla corruzione, dall’avvelenamento colposo di acque al disastro colposo, oltre a tanti reati di natura ambientale) non riescono a concludere i tre gradi di giudizio senza un “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati”. E se la prescrizione non viene addirittura pronunciata nel corso del primo grado di giudizio (come spesso, e pure di recente, accaduto dinanzi al Tribunale di Vibo), di certo arriverà in Appello o Cassazione. [Continua]

Ieri l’ultimo “capitolo” di un film già visto, andato in scena dinanzi al gup del Tribunale di Vibo, Mario Miele. Ennesima udienza preliminare per 65 imputati coinvolti in un’inchiesta per truffa alle assicurazioni, con falsi incidenti stradali e corruzione di pubblici ufficiali, ma nuovo rinvio. Questa volta al 22 febbraio del prossimo anno. Motivo? Presto detto: il giudice Miele è stato assegnato nelle funzioni di gup solo in via temporanea ed in sostituzione della collega Francesca Del Vecchio che sino a dicembre è impegnata a smaltire l’arretrato nel settore civile. Trattandosi di 65 imputati e dovendosi prevedere discussione di pm e difensori da esaurirsi non in una sola udienza, il gup Miele ha deciso – sentiti gli avvocati difensori – per il rinvio al 22 febbraio del prossimo anno quando il fascicolo dovrebbe essere finalmente trattato dal gup titolare, Francesca Del Vecchio.

LE PRECEDENTI UDIENZE ANDATE A VUOTO

Nulla di male se non fosse che i reati contestati coprono un arco temporale che va dal 2007 al 2015, la richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal pm della Procura di Vibo Valentia, Concettina Iannazzo, nel 2017 e da allora si sono registrate una serie di udienze preliminari andate a “vuoto”. La prima non è infatti andata a buon fine per difetti di notifica agli imputati. Seconda udienza preliminare fissata per il 17 maggio 2018. Ancora difetti di notifiche agli imputati e rinvio al 30 novembre 2018. In tale data nuovo difetto di notifiche agli imputati e rinvio dell’allora gup, Graziamaria Monaco, al 5 aprile 2019. Sarà la volta buona? Neanche per sogno. Il 5 aprile 2019, infatti, nuovo rinvio per mancata notifica del decreto con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di due imputati. In ogni caso il nuovo gup Giovanni Garofalo, pur se tutte le notifiche fossero andate a buon fine, avrebbe ugualmenterinviato la trattazione dell’udienza preliminare poiché – in assenza di altri magistrati – lo stesso stava trattando solamente i procedimenti più urgenti, cioè quelli con imputati detenuti.Rinvio, quindi, all’11 luglio 2019 per un nulla di fatto (ancora difetti di notifiche agli imputati) e nuovo rinvio al 26 settembre 2019. In tale data, altra “sorpresa”: ennesimo rinvio al 5 dicembre 2019 da parte del nuovo gup, Tiziana Macrì, poiché mancava la traduzione dell’imputato detenuto Salvatore Pititto, di San Giovanni di Mileto, in carcere per l’inchiesta “Stammer” contro il narcotraffico internazionale. Dal 5 dicembre 2019 l’importante procedimento penale – rinviato questa volta per lo sciopero nazionale degli avvocati – è quindi ancora in fase di udienza preliminare (ieri il nuovo rinvio da parte di un gup non titolare effettivo di tale procedimento e dopo un precedente rinvio nel mese di aprile per il Covid) per esaminare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura – ieri in aula con il pm Eugenia Belmonte – sulla scorta del lavoro investigativo portato avanti dai carabinieri della Stazione di Vibo guidati all’epoca dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, attualmente docente di materie giuridiche alla Scuola Allievi di Reggio Calabria. Fra le richieste di rinvio a giudizio anche quella nei confronti di un avvocato e di due medici ospedalieri.

Nazzareno Lopreiato

La presunta associazione per delinquere avrebbe iniziato ad operare in tutta la provincia di Vibo Valentia dal 2007 sino al 2015. Il reato di associazione a delinquere viene contestato a nove imputati. Quali promotori ed organizzatori dell’associazione vengono indicati Domenicantonio Arena e Giovanni Battista Arena, rispettivamente di 45 e 35 anni, il primo di Paravati di Mileto, il secondo di San Calogero. I due avrebbero mantenuto il collegamento fra i vari accoliti della presunta associazione a delinquere, organizzando le competenze e le condotte di ciascun partecipe, predisponendo le attività finalizzate all’illecito arricchimento del consesso, distribuendone i relativi profitti derivanti dai singoli illeciti. L’avvocato Giuseppe Santamaria, 44 anni, di Vibo Valentia, nella sua qualità di legale, è invece accusato di aver patrocinato le controversie giudiziarie che sarebbero insorte in correlazione ai falsi sinistri ideati e realizzati, a vario titolo, dai componenti dell’associazione. Imputata per il reato di associazione a delinquere pure Mylene Molina, 56 anni, di Tropea che, in qualità di medico ospedaliero in servizio all’ospedale di Tropea, avrebbe falsificato le certificazioni sanitarie attestanti false lesioni patite dai soggetti di volta in volta coinvolti nei falsi sinistri stradali. Gli altri imputati per il reato di associazione a delinquere sono: Sarina Margherita Nicolaci, 49 anni, di Paravati; Maria Antonia Nicolaci, 53 anni, di Paravati; Maria Carmela Arena, 55 anni, di Mileto; Graziella Arena, 50 anni, di San Calogero; Aniello Pititto, 76 anni, di Mileto. A tali imputati vengono contestati pure altri reati-fine. 

GLI ALTRI IMPUTATI

Falso materiale, falso ideologico in atti pubblici, corruzione di pubblici ufficiali, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, falso materiale e falsa testimonianza sono invece gli altri reati, a vario titolo, contestati con la richiesta di rinvio a giudizio avanzata nel 2017 dal pm Concettina Iannazzo. Questi tutti gli altri imputati per i quali è stato chiesto il processo: Antonio Arena, 58 anni, di Paravati; Celestino Arena, 74 anni, di San Calogero; Vincenzo Valente, 61 anni, di Vibo Valentia; Palma Paglianiti, 57 anni, di San Calogero; Domenico Solano, 62 anni, di San Calogero; Gessica Solano, 31 anni, di San Calogero; Antonio Marcello, 42 anni, di Mileto; Gaetano Arena, 50 anni, di Mileto; Antonio Barbieri, 39 anni, di Pannaconi di Cessaniti; Giuseppe Preiti, 45 anni, di San Calogero; Stefano Preiti, 29 anni, di San Calogero; Emanuela Currà, 43 anni, di San Calogero; Domenico Preiti, 37 anni, di San Calogero; Emanuele Gentile, 31 anni, di Rombiolo; Vincenzo Crudo, 29 anni, di Rombiolo; Michelle Baldo, 28 anni, di Rombiolo; Pasqualina Ferraro, 61 anni, di Rombiolo; Rocco Durante, 40 anni, di Pizzo Calabro; Giuseppe Greco, 49 anni, di Pizzo; Pietro Greco, 58 anni, di San Calogero; Salvatore Barbieri, 75 anni, di Pannaconi di Cessaniti; Maria Concetta Mazzeo, 37 anni, di Paravati; Concetta Lucifero, 59 anni, di Pannaconi; Giacomo Streva, 65 anni, medico specialista ortopedico, di Tropea; Adriano Maccarone, 55 anni, di Rombiolo; Anna Maria Labate, 45 anni, di San Giovanni di Mileto; Giammaicol La Torre, 32 anni, di Tropea; Michela Candela, 35 anni, di San Costantino Calabro; Rosa Anna Mesiano, 59 anni, di San Costantino Calabro; Nicola Pititto, 41 anni, di Mileto; Pasqualina Pititto, 45 anni, di Mileto; Maria Catena Arena, 36 anni, di San Calogero; Raffaele Sesto, 41 anni, di San Calogero; Stefano Ruoppoli, 53 anni, di San Nicolò di Ricadi; Melania Arcese, 50 anni, di San Nicolò di Ricadi; Salvatore Vitetta, 60 anni, di Tropea; Domenico Sardanelli, 36 anni, di Pizzo; Antonella Valotta, 29 anni, di Pizzo; Vincenzo Crudo, 28 anni, di Triparni, frazione di Vibo Valentia; Leopoldo Marcello, 38 anni, di Mileto; Giuseppe De Vita, 44 anni, di San Calogero; Agostino Ventrici, 59 anni, di San Calogero; Domenico Ventrici, 39 anni, di Vibo Valentia; Tomas Ventrici, 33 anni, di San Calogero; Antonio Calabria, 42 anni, di San Calogero; Chiara Splendore, 28 anni, di Tropea; Giuseppe Marcello, 66 anni, di Paravati; Nicola Fiamingo, 55 anni, di Zungri; Norma Rosa Accorinti, 56 anni, di Zungri; Salvatore Pititto, 52 anni, di Mileto; Rocco Baldo, 49 anni, di Mileto; Salvatore Fogliaro, 56 anni, di Paravati; Antonio Zinnà, 38 anni, di Mileto; Raffaele Euticchio, 35 anni, nativo di Tropea ma residente a Perugia; Maria Anna De Vita, 52 anni, di Tropea; Giasmara La Torre, 28 anni, di Tropea. 
Parti lese: la Axa Assicurazioni, Unipol-Sai, società Cattolica, Alliance spa, Generali Italia, Fondiaria Assicurazioni spa, Milano assicurazioni.
Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Francesco Rombolà, Antonio Porcelli, Demetrio Procopio, Mario Bagnato, Emanuele Guzzo, Francesco Sabatino, Salvatore Sorbilli, Michele Accorinti, Michele Pagnotta, Antonio Maccarone.

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