lunedì,Giugno 14 2021

Piantagione di marijuana a San Calogero, tre condanne in Cassazione

La Suprema Corte conferma il giudizio di colpevolezza per padre e figli. La coltivazione di canapa indiana scoperta nel 2016 dai carabinieri

Piantagione di marijuana a San Calogero, tre condanne in Cassazione
La Corte di Cassazione

Confermata dalla Cassazione la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione a testa (più seimila euro di multa ciascuno) nei confronti di Giuseppe Rosello, 58 anni, e dei figli Michele Rosello, 33 anni, e Ottavio Rosello, 32 anni, tutti di San Calogero, ritenuti responsabili per la coltivazione di 59 piante di canapa indiana dalle quali erano ricavabili 5027 dosi medie singole di marijuana. In primo grado erano stati condannati dal gup di Vibo Valentia – al termine di un processo con rito abbreviato che è valso loro uno sconto di pena pari ad un terzo – il 12 dicembre 2017. La sentenza era stata poi confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro l’8 luglio 2019.
I ricorsi in Cassazione sono stati dichiarati manifestamente infondati. Per la Suprema Corte appare del tutto corretta la qualificazione del reato di coltivazione di piante di stupefacenti nell’ambito dell’ipotesi che non qualifica la piantagione fra quelle di lieve entità. I giudici di merito hanno infatti tenuto conto del numero e della qualità delle piante, tutte in pieno ciclo vegetativo e coltivate in modo non proprio rudimentale (legate mediante fili di rafia, sostenute da canne, ben irrigate e potate), della loro capacità produttiva di sostanza drogante e della conseguente non trascurabile lesività della piantagione” scoperta dai carabinieri delle Stazioni di San Calogero e Rombiolo nell’agosto del 2016.

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