Vibo Valentia detiene un (altro) triste primato a livello nazionale: i procedimenti civili nel tribunale cittadino richiedono in media 928 giorni, più di due volte e mezzo la media nazionale. Una lentezza che, secondo Confartigianato, rischia di penalizzare la competitività delle aziende del territorio, rallentando investimenti e crescita.

Il dato emerge dal rapporto del centro studi della Confederazione degli artigiani e delle piccole imprese, che fotografa le profonde disomogeneità della giustizia civile italiana. A livello nazionale, il disposition time – l’indicatore che confronta i procedimenti pendenti a fine anno con quelli definiti nello stesso periodo – si attesta in media a 364 giorni, ma a Vibo Valentia i tempi si allungano drasticamente.

Se Gorizia guida la classifica dei tribunali più veloci con 132 giorni, seguita da Vercelli (151), Biella (161) e Udine (166), Vibo Valentia rimane l’estremo opposto, seguita da Venezia (773), Vallo della Lucania (726), Lanusei (694), Trieste (637) e Cagliari (624). Questi numeri evidenziano come le imprese della città si trovino ad affrontare una burocrazia giudiziaria particolarmente lenta, con effetti concreti sulla capacità di investimento e sviluppo.

Anche le differenze regionali mostrano uno squilibrio netto: le regioni del Centro-Nord chiudono i procedimenti in media in 308 giorni, il 15,4% in meno della media nazionale, mentre il Mezzogiorno richiede 443 giorni, il 21,7% in più. Sardegna, Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria figurano tra le più lente, con la Calabria – e quindi Vibo Valentia – in posizione critica.

Il quadro peggiora nelle controversie di lavoro, dove i tempi medi nazionali salgono a 401 giorni. Anche qui, Vibo Valentia si colloca tra i tribunali più lenti, vicino a Lanusei (1.162 giorni) e Sulmona (1.420 giorni). I tribunali più rapidi restano Vasto (109 giorni), Chieti (137), Gorizia (146) e Siena (161). Tra le regioni, nel Centro-Nord si chiudono le cause in media in 321 giorni, nel Mezzogiorno servono 513.

Secondo Marco Granelli, presidente di Confartigianato, «per le piccole imprese sostenere contenziosi così prolungati e l’incertezza sui tempi delle decisioni può significare rinunciare a investimenti, occupazione e crescita». Nel caso di Vibo Valentia, il rischio è concreto: le imprese locali devono fare i conti con procedure che richiedono quasi tre anni, uno svantaggio competitivo rispetto ad altre aree del Paese.

Il rapporto di Confartigianato mette in luce la necessità di interventi strutturali per ridurre gli squilibri territoriali e garantire condizioni più eque per il sistema produttivo. Per Vibo Valentia, questo significa accelerare la giustizia civile, per tutelare le imprese locali e permettere uno sviluppo più stabile e sostenibile.