Le tariffe dell’acqua a Vibo aumentano del 9,95%. La decisione arriva con una delibera di Giunta comunale, che prende atto della determinazione Arrical del 3 aprile scorso e adegua il costo del servizio idrico per il 2026. Un passaggio che l’amministrazione presenta come un recepimento obbligato del nuovo Piano economico finanziario (Pef) del servizio idrico, ma che piomba su una città ancora ferita da settimane di disagi, guasti, sospensioni dell’erogazione e quartieri costretti a fare i conti con rubinetti a secco.

Il provvedimento riguarda la presa d’atto della determinazione n. 279 dell’Autorità rifiuti e risorse idriche Calabria, con cui è stato approvato il Pef del servizio idrico integrato per il Comune di Vibo Valentia. Nella delibera viene indicato un moltiplicatore tariffario pari a 1,0995: tradotto, un incremento del 9,95% rispetto alle tariffe vigenti. Le nuove tariffe, secondo quanto stabilito dall’atto, si applicheranno dal primo gennaio 2026, quindi con effetti retroattivi.

Il passaggio in Consiglio comunale

Il Comune richiama il quadro regolatorio definito da Arera per il periodo 2024-2029 e parla di un «obbligo regolatorio e finanziario» necessario a garantire la copertura integrale dei costi del servizio, così come validati da Arrical. La Giunta, riunita con sei presenti e quattro assenti, ha approvato l’atto all’unanimità dei presenti e lo ha dichiarato immediatamente eseguibile, demandando agli uffici finanziari e al servizio idrico gli adempimenti conseguenti.

La partita, però, non si chiude in Giunta. Il provvedimento dovrà ora passare dal Consiglio comunale, chiamato a confermarlo e ratificarlo nell’ambito della salvaguardia degli equilibri di bilancio, da approvare entro il 31 luglio. È proprio in quella sede che l’aumento delle tariffe potrebbe diventare anche terreno di confronto politico, perché il dato amministrativo si intreccia inevitabilmente con le tensioni delle ultime settimane.

La crisi idrica e i disagi nei quartieri

Da mesi ormai diverse aree di Vibo convivono con una crisi che ha trasformato l’acqua in un’emergenza quotidiana. Nel centro storico le segnalazioni hanno interessato via Terravecchia Superiore, via Giacomo Matteotti, l’area di Terravecchia, Largo San Giuseppe e viale Kennedy, con residenti costretti a convivere con disservizi continui e anziani e famiglie messi in difficoltà dalla mancanza d’acqua corrente.

Il Comune, nelle scorse settimane, ha parlato di una rete in condizioni difficili, segnata da rotture ripetute e da guasti complessi da individuare. L’assessore Francesco Colelli aveva spiegato che l’emergenza stava lentamente rientrando, ma aveva anche ammesso che il problema non era stato risolto in modo definitivo. Un quadro reso ancora più fragile da una rete definita «a pezzi», dove la riparazione di un tratto non impedisce il manifestarsi di nuove criticità altrove.

Le proteste nelle frazioni e gli allacci abusivi

Ai disagi nel centro storico si aggiungono le proteste nelle frazioni. A Vena Superiore, una lettera inviata alla redazione ha raccontato una situazione di forte esasperazione, tanto che alcuni cittadini si chiedono polemicamente se Vena faccia parte o meno di Vibo.

Dal canto suo, l’amministrazione ha provato a stringere anche sugli allacci abusivi. A Piscopio sono state denunciate alcune persone dopo i controlli della Polizia locale.

È dentro questo scenario che l’aumento del 9,95% rischia di innescare nuove proteste, con il Comune a fare da parafulmine per problematiche antiche e mai risolte.