La svolta è arrivata a oltre quattro mesi dall’aggressione. Due persone sono state arrestate per il pestaggio del dirigente del Comune di Vibo Valentia Andrea Nocita, colpito alle spalle con un mezzo contundente il 29 aprile scorso nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. In carcere è finito Michele Fazio, mentre Roberto Pirrone è stato posto ai domiciliari con braccialetto elettronico. Per entrambi vengono contestati, a vario titolo, lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a corpo amministrativo; a uno dei due è contestato anche il danneggiamento seguito dall’incendio dell’auto utilizzata dal dirigente.

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica, l’aggressione sarebbe collegata all’attività amministrativa svolta da Nocita, dirigente del settore Urbanistica. In particolare, gli accertamenti del Comune su un fabbricato abusivo, rispetto al quale si procedeva per la demolizione o per l’acquisizione al patrimonio comunale, avrebbero rappresentato l’origine delle intimidazioni. L’agguato, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato organizzato dietro la promessa di un compenso economico.

A rendere ancora più grave il quadro era stato, nelle settimane successive, l’incendio dell’automobile del dirigente, data alle fiamme nella notte tra il 21 e il 22 maggio proprio nei pressi della stazione ferroviaria. Un secondo episodio che aveva accresciuto la preoccupazione all'interno di Palazzo Luigi Razza e spinto le istituzioni a rafforzare le misure di tutela nei confronti del dirigente.

La notizia degli arresti ha suscitato ora le reazioni del mondo sindacale e delle istituzioni, che sottolineano il valore della risposta investigativa e la necessità di garantire a chi lavora nella pubblica amministrazione la possibilità di svolgere il proprio incarico senza intimidazioni.

Gualtieri: «Chi lavora nella Pa deve essere libero da pressioni»

«L’arresto dei presunti responsabili dell’aggressione ai danni del dirigente del Comune di Vibo Valentia e dell’incendio della sua autovettura rappresenta una risposta importante a un episodio sul quale avevamo espresso fin da subito forte preoccupazione e solidarietà alla vittima».

A dirlo è il segretario generale della Cisl Magna Grecia, Daniele Gualtieri, che esprime «apprezzamento per l’accurato lavoro investigativo del personale della Questura di Vibo Valentia, guidata dal questore Rodolfo Ruperti, e della Procura».

Per il rappresentante sindacale, il punto centrale resta la tutela di chi opera negli enti pubblici: «È fondamentale che chi lavora nella pubblica amministrazione possa svolgere il proprio compito senza pressioni o intimidazioni». Una garanzia che, sottolinea Gualtieri, non riguarda soltanto il singolo dipendente o dirigente, ma il funzionamento stesso delle istituzioni.

«La risposta – conclude – arrivata dalle istituzioni tutela non solo chi lavora negli enti locali, ma anche la trasparenza e il regolare funzionamento della pubblica amministrazione».

Ferro: «Una risposta importante dello Stato»

Sulla vicenda interviene anche il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro: «Esprimo il mio plauso agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia, guidata dal questore Rodolfo Ruperti, per l’arresto dei presunti responsabili della grave aggressione ai danni di un dirigente del Comune di Vibo Valentia e dell’incendio della sua autovettura».

Il sottosegretario evidenzia inoltre «l’accurata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha consentito in breve tempo di ricostruire i fatti, individuare i presunti autori e fare luce sul movente legato all’attività amministrativa svolta dalla vittima».

Un passaggio, quest’ultimo, che richiama proprio l’ipotesi investigativa secondo cui l’aggressione sarebbe maturata nel contesto degli accertamenti sull’abusivismo edilizio: «È una risposta importante dello Stato a tutela di chi opera nella pubblica amministrazione e deve poter svolgere il proprio lavoro e garantire il rispetto delle regole senza subire minacce, pressioni o condizionamenti».

E aggiunge: «Ciò significa assicurare efficienza e trasparenza all’azione degli enti e impedire che interessi particolari possano condizionarne le decisioni».