«Si può inaugurare con tanta solennità un servizio che, nei fatti, non è ancora in grado di funzionare?». È la domanda rivolta all’Amministrazione comunale di Vibo Valentia da una cittadina attraverso un post pubblicato sulla pagina Facebook “Sei di Vibo Valentia se…”, dopo essersi recata nella Biblioteca comunale trasferita temporaneamente a Palazzo Santa Chiara.

La riapertura, in attesa del completamento dei lavori nella sede di via Jan Palach, era stata accompagnata da un incontro con la scrittrice Catena Fiorello. Ma l’autrice del post racconta di aver trovato una situazione diversa da quella rappresentata durante la presentazione ufficiale.

«Recandoci presso la nuova sede per richiedere un libro necessario a mia figlia, abbiamo trovato una situazione che definire “provvisoria” sarebbe persino generoso», scrive la cittadina. La dipendente che da anni gestisce il servizio sarebbe risultata assente, mentre al suo posto era presente una lavoratrice proveniente da un altro settore comunale e priva, secondo quanto riferito, di formazione e istruzioni operative.

«Con grande correttezza e disponibilità, la signora ci ha spiegato di non sapere come gestire i prestiti, di non aver ricevuto indicazioni e di trovarsi sola a fronteggiare un servizio completamente nuovo. Persino la connessione internet non funzionava».

L’utente precisa che la critica non è rivolta alla lavoratrice: «Nessun dipendente dovrebbe essere lasciato senza formazione, senza affiancamento e senza strumenti adeguati. La responsabilità è di chi ha deciso di annunciare un servizio senza garantirne l’effettiva operatività».

«L’impressione – aggiunge – è che si sia data priorità al taglio del nastro piuttosto che all’organizzazione concreta del servizio». Quindi la conclusione: «La cultura non ha bisogno di effetti speciali, ma di organizzazione, continuità e rispetto per i cittadini. Palazzo Santa Chiara è una cornice splendida; sarebbe bello che anche il servizio al suo interno fosse all’altezza della bellezza del luogo».

Floriani: «Resta soltanto la scenografia»

Tra i primi a commentare la vicenda è stato  Gilberto Floriani, ex direttore del Sistema bibliotecario vibonese, per anni ospitato proprio a Palazzo Santa Chiara e successivamente chiuso dopo le vicende finanziarie e giudiziarie che lo hanno coinvolto.

«Altro che favole e cantastorie. Questa lettera racconta fatti, e i fatti sono assai meno lusinghieri delle inaugurazioni con tanto di fotografie e comunicati», scrive Floriani.

«Una biblioteca non vive di cerimonie, ma di bibliotecari, cataloghi, prestiti e servizi funzionanti. Se tutto questo manca, resta soltanto la scenografia».

L’ex direttore allarga quindi la critica alla gestione culturale della città: «Ogni corte ha i suoi cantastorie e ogni cantastorie ha il suo pubblico di ruffiani. Si applaudono a vicenda e si convincono perfino di fare cultura. La città, intanto, aspetta ancora una politica culturale degna di questo nome».

Soriano: «Ha ragione, mi scuso»

A rispondere direttamente all’autrice del post è stato l’assessore comunale alla Cultura Stefano Soriano, che ha riconosciuto il disservizio e presentato le proprie scuse.

«Ha perfettamente ragione e da assessore alla Cultura mi scuso con lei e con tutti gli utenti», scrive Soriano. L’assessore respinge però l’accusa di aver voluto organizzare un’inaugurazione fine a sé stessa: «Nessuna voglia di fare inaugurazioni tanto per fare. In quella occasione ho detto che la biblioteca avrebbe aperto un po’ per volta tutti i servizi, in quanto stavamo provvedendo a risolvere alcune problematiche tecniche».

«Ho cercato di aprire la biblioteca per tornare a dare un servizio ai ragazzi che ogni giorno vogliono studiare in biblioteca», spiega l’assessore, richiamando poi le difficoltà del Comune sul fronte del personale: «Nel momento in cui accade che un dipendente manchi per motivi legittimi, si causa un disservizio».

«Vi chiedo pazienza – conclude Soriano –. Stiamo, insieme al sindaco e al mio dirigente, cercando di trovare una soluzione e sono certo che ce la faremo. Comunicheremo tutti gli orari corretti e i servizi di cui è possibile usufruire in biblioteca. Per il momento mi scuso per il disagio».