Dopo la battuta pubblicata sui social da Enzo Filia si scatena una valanga di insulti e auguri di morte. Il post più grave è stato cancellato, ma resta lo screenshot. L’editore di LaC Maduli: «Commenti inaccettabili. La civiltà si difende con le idee, non con l’odio»
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«Speriamo che finisci con un buco in fronte tu e la tua famiglia da parte di una risorsa, sai che ridere».
La misura è colma!
Ieri un post dell’autore satirico di LaC News24, Enzo Filia, è stato preso di mira da una miriade di commenti sulla pagina Facebook della nostra testata. L’argomento è caldo e attualissimo: il caso Mario Roggero, il gioielliere 72enne condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi e condotto in carcere dopo aver sparato ai tre rapinatori che avevano preso di mira il suo negozio. Due sono morti e il terzo è stato ferito. I tre sono stati raggiunti dai proiettili mentre erano in fuga, fuori dalla gioielleria e l’argomento legittima difesa non ha retto nei tre gradi di giudizio.
I tribunali popolari
Ma subito dopo la pronuncia della Cassazione si sono spalancate le porte dei tribunali popolari, aizzati senza troppo pensare alle conseguenze (o forse sì), da più di un esponente politico del centrodestra che si sta attrezzando per chiedere la grazia per Roggero. Un putiferio che è arrivato alle porte del Quirinale e le acque non si sono ancora calmate, agitate da fazioni che hanno il sapore di rigurgiti di estrema destra.
Pollici opponibili all’attacco
Così, ieri, il collega Enzo Filia ha sintetizzato, com’è solito fare per i nostri social, tutto questo marasma con una frase: «Oggi, nella giornata penale della giustizia penale, ricordiamo quella italiana che qualcuno vorrebbe alla mercé degli estimatori del Far West».
Tanto è bastato a scatenare i pollici opponibili di leoni da tastiera di ogni ordine e grado. Nel momento in cui scriviamo si contano 95 commenti, quasi tutti portatori di rabbia e cattivi auspici. Naturalmente se la prendono con i “comunisti” e i “sinistrorsi”, riducendo così a fazioni politiche un argomento complesso e delicatissimo. «Caro Enzo, magari te lo trovi come vicino di ombrello che guarda tua figlia e tua moglie con intensità. Offrigli anche da bere magari», scrive Francesco. E ancora insulti, l’augurio delle peggio cose. Se quello che accade sui social venisse traslato in strada, nella realtà, sarebbe l’equivalente di un linciaggio. Tanto che viene da chiedersi come si comporterebbero queste persone, vis à vis, nella realtà.
La deriva
Uno di loro si è spinto oltre: «Speriamo che finisci con un buco in fronte tu e la tua famiglia da parte di una risorsa, sai che ridere». Per “risorsa”, termine che ricorre spesso, si intende un extracomunitario, appartenente, secondo la nuova, pericolosa, mentalità corrente a una categoria di pericolosi-delinquenti-che-devono-essere-remigrati. La deriva è questa, tutta perfettamente spiaggiata e allineata in quasi 100 commenti su Facebook.
Toccare il fondo
In questo caso, però, il badge del “leone da tastiera” più attivo va a tale che augura a Enzo e alla sua famiglia di morire con «un buco in fronte» e poi… «sai che ridere». Il fondo si è toccato qui.
«Curo una rubrica di satira nel nostro giornale LaC News24 da oltre 6 anni – commenta Enzo Filia -, cerco con la mia personale lente d'ingrandimento di commentare fatti di politica e di costume. La satira ha proprio il compito di smascherare il reale. Sul tema in questione non potevo stare zitto, partiti di governo di questo sgangherato Paese stanno cavalcando la pancia della gente tirandogli fuori istinti creduti sopiti, la legge del taglione, giustizia fai da te. Il far west. Nessuno può esimersi dallo stigmatizzare quei comportamenti».
Agli haters c’è abituato ma esiste un limite all’indulgenza: «Agli insulti ci ero abituato – dice –, ci ho fatto il callo. A deficienti che sui social sfogano rabbie represse non ci faccio più caso. Ma stavolta qualcuno ha superato il limite e penso di rivolgermi alle autorità competenti».
A chi gli ha augurato la morte Enzo ha risposto sui social con aplomb: «Lo sai che sei passibile di denuncia vero? Fossi in te ne parlerei con un avvocato». Il soggetto ha cancellato il post ma lo screenshot resta. E ora se la vedranno le autorità competenti.
Il commento dell’editore di LaC Domenico Maduli
«Si può certo criticare una vignetta. Si può e si deve. Come un articolo o un’opinione. È la democrazia questa, una parola, un pilastro enorme. Ma quando il commento diventa un augurio di morte, non è più libertà di espressione: diventa odio». Questo il commento dell’editore e presidente del network LaC Domenico Maduli.
«I commenti rivolti a Filia, autore di satira per LaC sono di uno squallore inaccettabile. A lui va la piena solidarietà dell’Editore e dell’intero Network LaC. Quando il dissenso si trasforma in minaccia, perdiamo tutti. È così che si alimenta ancora di più quel clima di violenza e di Far West che tutti - tanti a parole- diciamo di voler combattere. Fermiamoci prima che sia troppo tardi. La civiltà si difende con le idee, non con l’odio».

