L’associazione interviene sui lavori in corso e richiama codice dei Beni culturali, norme urbanistiche e indirizzi ministeriali: «Realizzati nel ‘700. Le norme in vigore ne vietano la distruzione, vanno recuperati e riutilizzati»
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La copertura storica della Chiesa del Rosario di Vibo Valentia non è un semplice elemento edilizio, ma un bene culturale da tutelare e conservare. È quanto sostiene con fermezza Italia Nostra a.p.s., Sezione di Vibo Valentia, che ha indirizzato una dettagliata nota alle istituzioni competenti in merito ai lavori di smantellamento attualmente in corso sull’antico tetto in coppi della chiesa.
Nella comunicazione, inviata il 19 gennaio alla Soprintendenza per la città metropolitana di Reggio Calabria e per la provincia di Vibo Valentia, al Comune di Vibo Valentia, alla Provincia di Vibo Valentia, nonché per conoscenza alla Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, al Ministero della Cultura e all’assessore comunale all’Urbanistica, l’associazione ricorda che «la Chiesa dell’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario, riedificata tra il 1787 e il 1794, è bene culturale e di interesse storico, tutelato ope legis ai sensi dell’articolo 10 del Codice dei Beni Culturali».
Secondo Italia Nostra, la tutela non riguarda soltanto l’edificio nel suo complesso, ma anche la copertura: «Bene culturale e di interesse storico è anche il suo tetto, realizzato con coppi dell’antica tradizione costruttiva calabrese, risalenti alla fine del Settecento», elementi che «possiedono un valore storico ed etnoantropologico in sé e per sé, come tali da conservare».
L’associazione richiama inoltre il regolamento urbanistico comunale, che rinvia espressamente al disciplinare regionale sugli interventi di recupero e conservazione del patrimonio storico costruito, approvato dalla Giunta regionale nel 2012. In base a tali disposizioni, «opera un vero e proprio divieto di procedere alla distruzione delle antiche coperture del Centro storico», divieto che assume un rilievo ancora maggiore nel caso di edifici monumentali come la Chiesa del Rosario.
A sostegno delle proprie osservazioni, Italia Nostra richiama anche recenti indirizzi del Ministero della Cultura relativi agli edifici di culto. In tali atti si ribadisce che ogni intervento di restauro deve garantire «la protezione e la trasmissione dei valori culturali di cui le singole architetture sono espressione», come previsto dall’articolo 29, comma 4, del Codice dei Beni culturali e del paesaggio. Questo obiettivo deve essere perseguito «attraverso la salvaguardia della maggior parte possibile degli elementi originali, il riutilizzo dei materiali originari recuperati e il ricorso alle tecniche costruttive tradizionali, comprese quelle delle coperture».
Alla luce di tali rilievi, Italia Nostra ha chiesto al dirigente della Ripartizione Urbanistica del Comune di Vibo Valentia di attivare le attività di vigilanza previste dall’articolo 27 del Testo unico dell’edilizia e alla Soprintendenza di adottare le misure conservative imposte dall’articolo 32 del Codice dei Beni Culturali, anche «in via di autotutela» rispetto a eventuali autorizzazioni pregresse.
L’associazione ribadisce con chiarezza la propria posizione: «Quegli antichissimi coppi non devono andare distrutti, ma riutilizzati nella nuova copertura», poiché diversamente «verrebbe compromesso il valore storico-culturale, materiale e immateriale, del tetto della Chiesa, tramandato e conservatosi nel corso dei secoli».
In conclusione, Italia Nostra avverte che una rimozione indiscriminata delle tegole storiche comporterebbe «un depauperamento dei valori storici, culturali ed etnoantropologici non solo della Chiesa del Rosario, ma dell’intero contesto urbano», incidendo sull’identità del Centro storico di Vibo Valentia e sull’eredità culturale della città.

