Ato numero 4 di Vibo Valentia e Regione Calabria condannati in solido al risarcimento dei danni in favore del Comune di Parghelia nella misura di 205.921,62 euro, oltre gli interessi legali. E’ quanto deciso dalla prima sezione del Tar di Catanzaro, in accoglimento di un ricorso del Comune di Parghelia dopo che la Corte d’Appello di Catanzaro si era dichiarata funzionalmente incompetente per i pregiudizi patrimoniali e di immagine derivanti dalla gestione dell’impianto di depurazione La Grazia, delle stazioni di sollevamento e delle apparecchiature - di cui lo stesso Comune di Parghelia è proprietario - ad opera della società “Cosenza Crati”.

Parghelia e la depurazione

Il Comune di Parghelia negli scorsi anni ha aderito quale forma di cooperazione tra i Comuni e la Provincia di Vibo per l’esercizio associato del servizio di depurazione. Il tutto al fine di conseguire un’ottimale efficienza nel campo della depurazione con il regolare smaltimento dei fanghi e dei materiali di risulta provenienti dai trattamenti depurativi. A seguito di tale adesione il Comune ha dato in consegna all’Ato, con obbligo di restituzione, l’impianto di depurazione La Grazia sito nel proprio territorio, utilizzato in forma consortile con i Comuni di Tropea e di Zaccanopoli, oltre a sei stazioni di sollevamento, comprese le apparecchiature elettromeccaniche, elettriche, idrauliche e pneumatiche installate in ciascuno degli impianti di depurazione. L’Atp di Vibo, a sua volta, ha affidato con contratto d’appalto la gestione del servizio alla società “Cosenza Crati”.
Il 30 novembre 2011, quindi, l’Ato di Vibo Valentia - in previsione dell’imminente scadenza del contratto stipulato con “Cosenza Crati”, dovendo procedere alla riconsegna delle strutture - ha quindi inviato al Comune di Parghelia lo stato di consistenza degli impianti di depurazione con annesse apparecchiature, delle stazioni di sollevamento, degli accessori e dei manufatti ad essi pertinenti. A seguito di un sopralluogo, il Comune di Parghelia ha così evidenziato il reale stato di fatto e di consistenza del depuratore La Grazia, elencando tutte le anomalie, le disfunzioni e i danni riscontrati negli impianti, nelle apparecchiature e nelle stazioni di sollevamento, con la presenza di rifiuti ancora da smaltire e ivi giacenti.

I danni chiesti dal Comune di Parghelia

Il Comune di Parghelia ha quindi quantificato con propria perizia la somma di euro 574.301,29 necessaria per ripristinare completamente il funzionamento dell’impianto e delle stazioni di sollevamento, rimuovendo le criticità riscontrate. Con sentenza del 12 febbraio 2021 il Tribunale di Vibo Valentia ha accolto parzialmente - previo espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio - la domanda di risarcimento del danno e condannato in solido l’Ato di Vibo, la società “Cosenza Crati” e la Regione Calabria al risarcimento dei danni patrimoniali subiti dal Comune di Parghelia in qualità di proprietario dell’impianto di depurazione consortile La Grazia. Danni quantificati in complessivi euro 205.921,62, oltre agli interessi legali. Tale sentenza del Tribunale di Vibo è stata però annullata dalla Corte d’Appello di Catanzaro che ha rimesso la materia al giudice amministrativo, vale a dire il Tar, per quanto riguarda le responsabilità dell’Ato di Vibo e della Regione Calabria (trattandosi di accordi tra pubbliche amministrazioni), mentre ha confermato la responsabilità della società “Cosenza Crati”, permanendo la sua condanna al risarcimento del danno nei confronti del Comune di Parghelia, essendosi formato il giudicato sul corrispondente e inoppugnato capo della pronuncia di primo grado.

La decisione del Tar

Per i giudici amministrativi, “per via dell’accertato pregiudizio subito dall’impianto di depurazione in pendenza della gestione assegnata alla società Cosenza Crati, è da ritenersi sussistente la legittimazione passiva sia dell’Ato di Vibo Valentia e della Regione Calabria, in stretta e corrispondente correlazione ai poteri di vigilanza previsti dal regime giuridico”. Inoltre il “contegno omissivo della Regione Calabria sul deterioramento del complesso di beni presenti nel patrimonio del Comune di Parghelia ha inciso sull’omessa vigilanza”, con conseguente risarcimento del danno patrimoniale nei confronti del Comune per come già deciso dal Tribunale ordinario di Vibo Valentia. La Regione Calabria avrebbe inoltre dovuto controllare l’operato dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) di Vibo in caso di gravi inadempienze. All’atto della riconsegna ad opera dell’Ato dell’impianto di depurazione La Grazia e delle stazioni di sollevamento, il Comune di Parghelia ha scontrato dei danni patrimoniali subiti dalle strutture, riconducibili a inadempienze gestorie. Tali danni consistono in “disservizi alle apparecchiature elettromeccaniche, in seguito riparate”, e nel “mancato corretto smaltimento dei fanghi pompabili e palabili, delle sabbie e del vaglio”, con la quantificazione del relativo importo dei danni che è la somma dei costi per lo smaltimento dei fanghi pompabili, delle sabbie e del vaglio, oltre ai costi per la riparazione delle elettropompe. I pregiudizi patrimoniali così quantificati sono stati imputati dai giudici anche all’Ato di Vibo Valentia in quanto titolare dei poteri di gestione e controllo diretto degli impianti di depurazione. Il Comune di Parghelia, dunque, dovrà essere risarcito avendo i giudici amministrativi accolto il ricorso dell’amministrazione comunale.