La situazione portata all’attenzione da Gregorio Greco (Prc) e Antonio D’Agostino (Retake) che hanno effettuato un sopralluogo nei pressi della chiesa di Santa Ruba annunciando la presentazione di esposto ai carabinieri
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Il fumo, quando i rifiuti vengono bruciati, si vede anche dalle case del centro storico. È uno dei passaggi più duri emersi dal sopralluogo nell’area della chiesa di Santa Ruba, dove Gregorio Greco, referente ambientale di Rifondazione comunista, e Antonio D’Agostino, componente del direttivo Retake, hanno documentato la presenza di due discariche abusive: una nel territorio di Vibo Valentia, l’altra in quello di San Gregorio d’Ippona. Dopo la segnalazione pubblica, Greco ha annunciato l’intenzione di recarsi alla stazione dei carabinieri per presentare una formale denuncia.
«C’è una presenza presenza impressionante di rifiuti - dice Greco -. A questi scarti venti giorni fa hanno dato fuoco, con produzione di diossina, avvelenamento del territorio e delle persone». Nel punto indicato durante il sopralluogo, il referente ambientale parla della presenza di materiali di diversa natura, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi.
«Rifiuti speciali, calcinacci e anche Raee, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - aggiunge -. Sono materiali molto pericolosi perché contengono metalli pesanti che, quando piove, vanno a infiltrarsi nelle falde acquifere».
Greco indica due aree distinte. «Questa discarica ricade nel comune di Vibo Valentia, vicino alla chiesa di Santa Ruba, e ce n’è un’altra nel comune di San Gregorio d’Ippona, dove ci sono ingombranti, Raee e tanti altri rifiuti».
L’obiettivo del sopralluogo, spiega Greco, è portare il caso all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni. «Abbiamo chiamato voi per mostrare alla cittadinanza lo schifo che c’è a pochi passi dalle abitazioni - afferma -. Dopodiché andremo dai carabinieri a denunciare tutto affinché si ponga fine a questo scempio».
La richiesta è quella di un intervento rapido sull’area: «Bisogna mettere qualche telecamera e intervenire, fare qualcosa».
Accanto a Greco, anche Antonio D’Agostino, componente del direttivo Retake, racconta una situazione che, a suo dire, non nasce oggi. «Abbiamo documentato tutto e voglio sottolineare che questa situazione non risale a settimane o mesi, ma a diversi anni - afferma -. Io abito nel centro storico e da casa mia si vedono i fumi quando bruciano, soprattutto d’estate».
Per D’Agostino, il problema non riguarda solo il degrado visibile, ma anche le possibili conseguenze per ambiente e salute. «Mi auguro che dopo le segnalazioni che abbiamo fatto provvedano immediatamente - dice -, in modo da non andare incontro a una nuova estate con una situazione di questo tipo».
Alla domanda se ci si trovi davanti a «una vera e propria bomba ecologica», D’Agostino risponde: «Sì, perché questo è quello che si vede all’esterno, ma non sappiamo se siano stati interrati altri rifiuti, né quanti e quali».
Il tema, per il componente di Retake, riguarda anche la gestione ordinaria del territorio e la rimozione delle microdiscariche. «Sono situazioni ricorrenti nel territorio comunale - osserva -, che però non vengono attenzionate né rimosse. Ho visionato diversi capitolati e spesso prevedono l’obbligo di bonificare le microdiscariche diffuse nel territorio».

