A Vibo Valentia i carabinieri hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Carmelo Barba, 44 anni, residente nel capoluogo, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare. 

L’uomo deve espiare una pena residua di 4 anni, 2 mesi e 24 giorni di reclusione, derivante da più sentenze irrevocabili di condanna per fatti commessi tra il 2008 e il 2019 nei territori di Vibo Valentia, Parghelia e Roma. Al termine delle formalità di rito, è stato tradotto nella casa circondariale di Vibo Valentia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le condanne confluite nel provvedimento

L’ordine di carcerazione ricostruisce una lunga sequenza di procedimenti penali, ormai definiti con sentenze passate in giudicato. Tra i reati indicati figurano tentata estorsione, truffa aggravata, atti persecutori, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale e illecita concorrenza con minaccia o violenza, in un caso aggravata dal metodo mafioso.

In particolare, un prima condanna riguarda la violazione degli obblighi connessi alla sorveglianza speciale per fatti commessi a Vibo Valentia nel 2008. Un’altra sentenza, relativa a fatti avvenuti a Parghelia fino all’agosto del 2010, ha riguardato il reato di tentata estorsione. Nel provvedimento confluisce anche una condanna per una nuova violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, riferita a un episodio del 2014 nel capoluogo vibonese.

La parte romana del percorso giudiziario contempla invece una condanna per truffa aggravata, con fatti contestati fino all’aprile del 2017. A questi si aggiunge una sentenza della Corte d’appello di Catanzaro, divenuta definitiva nel 2023, per reati commessi nel Vibonese tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre del 2009: tra le contestazioni figurano illecita concorrenza con minaccia o violenza e tentata estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso. L’ultimo tassello riguarda gli atti persecutori, per fatti commessi a Vibo Valentia in epoca successiva al febbraio 2019, con sentenza definitiva nel giugno del 2024.

La fine della misura alternativa

Secondo quanto emerge dall’ordine di carcerazione, Barba era stato ammesso alla detenzione domiciliare in seguito a un’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Lecce. La misura aveva una durata di otto mesi, dal 12 settembre 2025 al 12 maggio 2026. Alla scadenza, però, non risulta emesso alcun provvedimento di proroga della misura alternativa: da qui il nuovo ordine di traduzione in carcere.