I volontari di Amore randagio, Argo, Lav e Opia: «Non può esserci tolleranza per chi si macchia di queste atrocità. Il randagismo si affronta con la prevenzione e la collaborazione con le istituzioni»
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«Condanniamo con assoluta fermezza la vile e inaccettabile strage di gatti randagi avvenuta a Spilinga. Un atto di una crudeltà disumana, che non solo provoca sofferenza indicibile a esseri indifesi, ma rivela un pericoloso vuoto di coscienza, empatia e senso civico». È quanto denunciano le associazioni animaliste vibonesi Amore randagio, Argo, Lav e Oipa.
I sodalizi sottolineano: «Avvelenare degli animali non è “una soluzione”: è un gesto barbaro, figlio dell’ignoranza e dell’incapacità di affrontare seriamente e responsabilmente il fenomeno del randagismo. È necessario dirlo con chiarezza: chi compie simili atti commette un reato grave, punito dal Codice Penale ai sensi dell’art. 544 bis. Non si tratta di episodi isolati, ma di una deriva che, purtroppo, continua a ripetersi nella nostra provincia, segno evidente di un problema culturale ancora irrisolto».
Le associazioni animaliste fanno poi presente: «Di fronte a tanta brutalità, registriamo però segnali importanti che non possono passare inosservati: l’intervento tempestivo dell’Asp per i primi accertamenti e per tentare di salvare gli animali ancora in vita, le indagini immediatamente avviate dai Carabinieri, la presenza del Sindaco sul posto e, soprattutto, la solidarietà concreta dei cittadini che si sono presi cura dei gatti sopravvissuti. Tutto questo dimostra che esiste una comunità che non è più disposta a voltarsi dall’altra parte».
Per i volontari, «è da qui che bisogna ripartire: dalla consapevolezza che il randagismo si affronta con strumenti legali, con politiche strutturate, con prevenzione, sterilizzazioni, educazione e collaborazione tra istituzioni e associazioni. Non con il veleno. Non con la violenza. Le associazioni firmatarie, impegnate quotidianamente nella tutela degli animali sul territorio, chiedono con forza che si faccia piena luce su quanto accaduto e che i responsabili vengano individuati e perseguiti senza esitazione. Non può esserci tolleranza per chi si macchia di simili atrocità».
«Questa strage – concludono - deve rappresentare un punto di non ritorno. È il momento di scegliere da che parte stare: dalla parte della civiltà, del rispetto e della legalità, oppure dalla parte della barbarie. Gli animali sono esseri senzienti, e il modo in cui li trattiamo definisce, senza attenuanti, il livello di umanità della nostra società».


