Hanno improvvisato un breve corteo, fianco a fianco con gli autotrasportatori in lotta. I sindaci del Vibonese, almeno una buona parte di loro, in particolare quelli dell’area delle Serre, hanno voluto manifestare così la propria vicinanza alle categorie di lavoratori che in questi giorni stanno presidiando i luoghi strategici del sistema stradale e trasportistico della regione, per far sì che la propria voce arrivi nei palazzi che contano.

Quando la sindaca di Brognaturo Rossana Tassone ha lanciato l’appello sulla chat degli amministratori, le adesioni sono fioccate uno dietro l’altra. Le ragioni della protesta, ormai arcinote, sono state così abbracciate in pieno dai primi cittadini di 22 comuni vibonesi che stamane, fascia tricolore al petto, hanno raggiunto il presidio innalzato dalle prime ore di ieri allo svincolo autostradale di Vazzano. Qui sono confluiti i mezzi pesanti che muovono l’economia boschiva delle Serre, dal legname al carbone.

Uno stallo pacifico, in cui regna un clima collaborativo tra manifestanti e le forze dell’ordine che lo picchettano con occhio vigile, e dove anche gli automobilisti accettano di sostare per qualche minuto in maniera simbolica. A loro i trasportatori, con le proprie famiglie al seguito, offrono anche caffè e cornetti. Una cucina da campo e una griglia da barbecue con i carboni fumanti testimonia la volontà di proseguire ad oltranza.

Anche l’episodio di ieri, quando un furgoncino ha forzato il fermo e ha investito due manifestanti, viene rubricato con un incidente di percorso. Rosario Nadile, responsabile del presidio, è una delle due persone venute a contatto con il mezzo in marcia: stamane è tornato al suo posto come se niente fosse. Insieme all’altro responsabile, Salvatore Vallulenga, si accerta che tutto proceda per il meglio e si evitino nuovi intoppi.

«La vostra lotta è la lotta di tutti - ha esordito Vincenzo Massa, sindaco di Vazzano -. Tutte le famiglie sono in difficoltà per il caro-carburante e i prezzi schizzati alle stelle, non si riesce più ad arrivare al 15 del mese. È in discussione la sopravvivenza stessa delle persone in difficoltà. Noi che siamo il “front-office2 delle istituzioni, queste situazioni le viviamo quotidianamente ma chi è al vertice delle Istituzioni ora si muova. Fossimo stati in Francia o Spagna qui ci sarebbe la rivoluzione, ma chi gioca con la vita delle persone sbaglia, perché quando un papà non riesce a portare il pane a tavola significa che la guerra è vicina».

Pasquale Farfaglia, sindaco di San Gregorio d’Ippona, mette l’accento sui costi della logistica. «Da Lamezia a Milano servono 3mila euro per muovere un Tir: un costo esorbitante ed insostenibile che poi è una delle ragioni del perché la protesta si è accesa soprattutto al Sud. Spero e mi auguro che ci sia un intervento non solo da parte della Regione ma anche da parte dello Stato, altrimenti si rischiano grossi problemi».

Diverse le imprese che si sono mobilitate dalla vicina Serra San Bruno. E il sindaco della Città della Certosa, Alfredo Barillari, lo ricorda ma pone l’accento anche sulle parole del ministro Lollobrigida. «Qualcuno dal Governo sottolinea che non si può intralciare il traffico, lo sappiamo bene ma qui a Vazzano c’è solo da fare i complimenti a voi per come state conducendo la protesta in modo civile e pacifico. La nostra presenza è un segnale di unità del territorio, da sindaci sappiamo significhi ogni giorno per le persone andare avanti tra carrello della spesa vuoto e file ai distributori. Siamo con voi, fianco a fianco, passo dopo passo, per chiedere risposte che siamo concrete e rapidissime» ha concluso.

All’appello, secondo chi è sceso in strada, manca ancora però la cittadinanza. «Alle persone che stanno a casa e si lamentano - afferma l’agricoltore Giuseppe Cugliari - vorrei dire che sarebbe giusto fossero presenti nei presidi dove c’è chi ci mette la faccia. Il problema è di tutti, quindi siate più presenti».

Ad esprimere vicinanza agli autotrasportatori anche il presidente facente funzioni della Provincia di Vibo Franco Barbalace che, nella giornata di ieri, ha raggiunto il presidio di Sant’Onofrio. «La nostra solidarietà va agli autotrasportatori, agli agricoltori e a tutti i lavoratori e alle famiglie che stanno subendo il peso dell'aumento dei carburanti, dei costi energetici e, più in generale, del caro vita - ha detto Barbalace -. La Calabria, in particolare il Vibonese, già affronta tante difficoltà e non può permettersi di vedere ulteriormente penalizzati i propri lavoratori e le proprie imprese. Ascoltare queste voci è un dovere delle istituzioni».