Intesa tra ente comunale e Fiamme Gialle: ogni mese online immagini e temi accompagnati da didascalia esplicativa. Il sindaco Enzo Romeo: «Ulteriore passo verso una comunicazione pubblica vicina alla comunità»
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Il Comune di Vibo Valentia e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno avviato una collaborazione, suggellata da apposita delibera di giunta, finalizzata alla diffusione, attraverso i canali istituzionali dell’Ente, dei contenuti del calendario storico 2026 della Guardia di Finanza.
A partire dal mese in corso, sul sito ufficiale del Comune verranno pubblicate, con cadenza mensile, le immagini e i temi del calendario storico, accompagnati da una breve didascalia esplicativa. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità, valorizzare il ruolo della Guardia di Finanza sul territorio e rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini.
L’amministrazione comunale con il sindaco Enzo Romeo esprime soddisfazione per questa sinergia, che rappresenta «un ulteriore passo verso una comunicazione pubblica più vicina alla comunità e capace di raccontare il lavoro quotidiano svolto dalle forze dell’ordine a tutela della sicurezza economico-finanziaria del Paese. La valorizzazione della missione istituzionale del Corpo, attraverso adeguate attività di comunicazione, rappresenta un importante strumento di sensibilizzazione dei cittadini sui temi della legalità, della trasparenza e della corretta gestione delle risorse pubbliche».
La Guardia di finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nella scoperta delle operazioni di riciclaggio e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati nel tessuto economico legale e si mimetizzano nella società civile.
«La nostra strategia - è il commento del Comando Provinciale - si fonda sulla sistematica aggressione dei patrimoni di provenienza delittuosa, attraverso indagini necessarie per pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose, nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi.
Si tratta di accertamenti decisamente complessi ed articolati, svolti con professionalità, grazie sia all’esperienza maturata nel nostro ruolo di polizia economico finanziaria, sia a moderni strumenti informatici di supporto alle investigazioni.
Le attività di indagine richiedono, infatti, l’esame della documentazione amministrativo-contabile, la ricostruzione dei flussi finanziari e la verifica della congruità della situazione patrimoniale effettiva con quella reddituale dichiarata.
È grazie a questo approccio che il Corpo è in grado di scovare patrimoni illeciti accumulati nel tempo e contemporaneamente sfruttare anche i poteri di polizia economico finanziaria, per agire sul fronte fiscale, utili al recupero delle somme sottratte all’Erario».

