Accolto il ricorso presentato dall’avvocato Raffaele Manduca in relazione alla contestazione di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Necessario un nuovo esame dinanzi al Tdl
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La sesta sezione penale della Cassazione, in accoglimento di un ricorso presentato dall'avvocato Raffaele Manduca, ha annullato con rinvio l’ordinanza con la quale il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva confermato la sussistenza del delitto di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso a carico di Giovanni La Bella, 28 anni, di Piscopio, rimasto coinvolto nell’operazione Jerakarni contro i clan delle Preserre vibonesi. La Bella era stato in precedenza destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere quale partecipe ad un'associazione dedita al narcotraffico, nonchè per il reato di tentata estorsione aggravata. Successivamente, in sede di Riesame, il Tribunale di Catanzaro aveva annullato la contestazione relativa alla partecipazione associativa confermando la validità dell'impianto accusatorio in relazione al delitto di tentata estorsione aggravata (e per questo mandato agli arresti domiciliari). Con la pronuncia di annullamento con rinvio della Cassazione, il Tdl di Catanzaro dovrà quindi rivalutare la posizione dell'indagato sulla scorta dei principi indicati dalla Suprema Corte, e condensati nei rilievi difensivi, in ordine alla condotta contestata di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

