VIDEO | Si preannuncia una giornata campale. Dopo il blocco di ieri, questa mattina alle 8 è prevista una nuova mobilitazione all’imbocco dell’autostrada. Le richieste: interventi immediati e concreti contro il caro carburante e la vendita sotto costo dei prodotti agricoli
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
La protesta degli agricoltori calabresi alza il livello della mobilitazione. Dopo il blocco di ieri allo svincolo autostradale di Pizzo, questa mattina alle 8 è previsto un nuovo presidio, al quale si uniranno anche gli agricoltori arrivati dalla provincia di Crotone con i loro trattori. Non si esclude, inoltre, la presenza di allevatori con il bestiame.
Quella di oggi si preannuncia, quindi, come una giornata campale, particolarmente complicata per la viabilità nel tratto di Pizzo, sia in entrata sia in uscita dall’autostrada. I manifestanti hanno annunciato una mobilitazione più ampia rispetto a quella di ieri, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà del comparto agricolo.
Negli ultimi due giorni, per diverse ore, lo svincolo è stato occupato da trattori e balle di fieno. Le forze dell’ordine hanno presidiato la zona, mentre gli agricoltori, su invito degli agenti, hanno periodicamente spostato i mezzi per consentire il passaggio delle auto, seppure con inevitabili rallentamenti.
L’incontro con l’assessore Gallo
Al presidio è arrivato l’altro giorno anche l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha incontrato i manifestanti e ascoltato le loro richieste.
A parlare a nome del Movimento Territorio e Agricoltura è Matteo Talarico, 38 anni, imprenditore agricolo e titolare di un’azienda olivicola. È arrivato da Lamezia a bordo del suo trattore per partecipare alla protesta.
«Innanzitutto ci scusiamo con gli automobilisti - ha detto Talarico -. Anzi, saremmo contenti se scendessero insieme a noi qui in strada a manifestare contro questi rincari che ci stanno dilaniando».
Le richieste sono rivolte soprattutto al Ministero dell’Agricoltura e alla Regione Calabria.
«Ci sono dei fondi che possono essere stanziati per calmierare la situazione per quanto riguarda il comparto olivicolo - ha spiegato Talarico -. Bisognerebbe trovare dei fondi per dare un ristoro a tutte le aziende».
Secondo il presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, le risorse potrebbero arrivare anche dall’Unione europea, attraverso strumenti di sostegno alle imprese.
«Questa volta vogliamo tutto nero su bianco»
L’incontro con l’assessore Gallo non ha però portato alla sospensione della protesta. «Lo ringraziamo innanzitutto perché è venuto al presidio – ha raccontato Talarico –. Gli abbiamo fatto le nostre richieste e ci ha garantito che farà da portavoce con il ministro Lollobrigida e che ci informerà in questi giorni su come si evolverà la situazione».
Gli agricoltori, però, chiedono atti concreti. «Ci aspettiamo che vengano prese misure drastiche e immediate, però vogliamo carta scritta questa volta. Questa è la terza manifestazione che faccio e siamo stanchi delle solite promesse. Abbiamo bisogno di certezze e solo allora libereremo il presidio».
Oggi l’arrivo dei trattori da Crotone
La giornata odierna rappresenta, quindi, un nuovo passaggio della mobilitazione. A Pizzo confluiranno altri agricoltori provenienti dal Crotonese, mentre resteranno attivi anche altri presidi distribuiti sul territorio regionale.
«Saremo tutti concentrati qua per dimostrare la reale gravità della situazione», ha annunciato Talarico. E sul possibile impatto sulla circolazione aggiunge: «Cerchiamo di creare più disagio possibile alla circolazione, però capiamo bene che ci sono persone in mezzo alla strada. Ecco perché ogni tanto facciamo defluire il traffico».
Tra gli automobilisti anche chi sostiene la protesta
Ieri, mentre le auto erano incolonnate in attesa di poter attraversare il blocco, non sono mancati gli automobilisti solidali con la protesta.
«Sono fermo da dieci minuti», racconta uno di loro. Ma alla domanda se sia d’accordo con gli agricoltori, risponde: «Certo che sono d’accordo con tutti coloro che vanno a lavorare e che hanno spese di viaggio».
L’automobilista spiega di essere costretto a spostarsi ogni giorno per lavoro e di sostenere costi elevati. «Io purtroppo non posso protestare perché sono lavoratore dipendente – racconta – e, se non siamo autorizzati dai nostri sindacati, che purtroppo non stanno facendo niente, io non posso manifestare».
«Sono stanco, ma anche oggi sarò qui»
Al presidio di Pizzo c’è anche Pasquale Torcaso, imprenditore agricolo che partecipa alla protesta in carrozzina. «Sono tre giorni che siamo qua. Sinceramente sono stanco, ma resisto e anche oggi sarò qua», racconta.
Per Torcaso la protesta deve coinvolgere non soltanto le istituzioni, ma anche i cittadini. «È una cosa importante quella che stiamo cercando di trasmettere a tutto il popolo, non solo ai politici. Anche il popolo dovrebbe scendere qui in piazza con noi, sul campo». Poi aggiunge: «La protesta è l’unica risorsa che ci è rimasta. Spero che arrivi il messaggio».

