Sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto nei confronti di Antonio Naso, 85 anni, originario di Drapia ma residente a Vibo Valentia, al quale veniva contestato il reato di inquinamento ambientale. Il verdetto è del giudice Giulia Conti, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. A seguito di una memoria difensiva presentata dagli avvocati Carmelo Lo Bianco e Francesco Casuscelli, anche l’ufficio di Procura ha chiesto l’assoluzione. La memoria presentata dai due legali è servita a rideterminare il periodo di contestazione dal giugno del 2024 al 30 settembre 2024, arco temporale nel quale Antonio Naso era consulente tecnico della società I-Energy srl, con sede a Jonadi, che gestiva il depuratore di Vibo di contrada Silica. L’accusa iniziale era quella di aver cagionato una compromissione significativa e misurabile delle acque del torrente Sant’Anna che sfociano nel mare di Bivona, in conseguenza della reiterata fuoriuscita di acque reflue di origine fognaria, non depurate, contenenti metalli pesanti ed elevate concentrazioni di escherichia coli che, dalla piattaforma depurativa, si riversavano direttamente nel corso d’acqua e successivamente a mare dal mese di agosto 2024. Da qui anche l’ulteriore contestazione del reato di “getto pericoloso di cose” riferito allo sversamento nel torrente Sant’Anna e poi in mare di reflui fognari non depurati. Infine veniva contestato il reato di deturpamento di bellezze naturali. La rideterminazione del periodo di contestazione – Antonio Naso è divenuto consulente della società che gestiva il depuratore della Silica solo dal 30 settembre 2024 – ha però portato ad una sentenza di assoluzione “per non aver commesso il fatto”.