Dopo i danneggiamenti a un gioco per bambini e alla pavimentazione antitrauma, il primo cittadino ha presentato un esposto ai carabinieri di Filandari: «Avrei voluto che il rispetto nascesse spontaneamente»
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C’è una frase, nello sfogo pubblico di Fabio Signoretta, che pesa più della denuncia presentata ai Carabinieri: «Oggi ho perso». Il sindaco di Jonadi la scrive dopo una mattinata segnata dall’amarezza, costretto a rivolgersi formalmente alle forze dell’ordine per i danneggiamenti subiti nel parco comunale "Le Paperelle", uno degli spazi pensati per i bambini e per le famiglie del paese.
Una sconfitta, la definisce lui stesso. Non solo per il danno materiale, ma per ciò che quel gesto rappresenta. Perché colpire un gioco destinato ai più piccoli, entrare nel parco con moto e mezzi non consentiti, rovinare la pavimentazione antitrauma realizzata per garantire sicurezza, significa ferire un bene comune. Uno di quei luoghi su cui l’amministrazione ha investito tempo, risorse e attenzione, nel tentativo di renderli più belli, sicuri e accoglienti.
Signoretta, sindaco molto presente nella vita quotidiana della comunità e apprezzato da tanti concittadini per il suo impegno costante, non nasconde la frustrazione. «Lo dico con sincerità e con molta amarezza - afferma - perché questa mattina ho dovuto presentare una formale denuncia per i danneggiamenti subiti nel parco comunale "Le Paperelle"».
La denuncia dopo i danneggiamenti nel parco
A chiarire quanto accaduto saranno anche le immagini delle telecamere. Il primo cittadino spiega infatti che, attraverso i filmati, «sarà possibile risalire a chi ha distrutto uno dei giochi destinati ai nostri bambini e a chi entra nel parco con moto e altri mezzi impropri, danneggiando la pavimentazione antitrauma realizzata per garantire sicurezza e tutela».
Ma il punto, per il sindaco, va oltre l’individuazione dei responsabili. C’è il senso di una battaglia educativa che, almeno per un giorno, sembra essersi infranta contro l’inciviltà. «Ma è una sconfitta. È una sconfitta per chi amministra - scrive Signoretta -, soprattutto perché negli ultimi mesi sono state investite risorse, energie e tempo per restituire ai bambini e alle famiglie luoghi più belli, più sicuri e più accoglienti».
Il riferimento è al lavoro avviato sui parchi giochi comunali. Interventi concreti, pensati per restituire dignità e funzione agli spazi pubblici. «Stiamo ristrutturando i parchi giochi comunali, installando nuovi giochi certificati e realizzando interventi di manutenzione e miglioramento. Lo stiamo facendo perché crediamo che gli spazi pubblici abbiano un valore enorme nella vita di una comunità».
«Fa male vedere distrutto ciò che appartiene a tutti»
È qui che lo sfogo assume il tono più personale. Non quello di un amministratore che si limita a registrare un danno, ma di un sindaco che vive il paese ogni giorno e che sente su di sé il peso di ciò che accade nei luoghi comuni. «Proprio per questo fa male. Fa male vedere distrutto ciò che appartiene a tutti. Fa male sapere che c’è chi considera un bene comune come qualcosa da usare senza rispetto o, peggio ancora, da danneggiare».
Parole dure, ma soprattutto amare. Signoretta lascia emergere la delusione di chi avrebbe voluto evitare di arrivare a una denuncia. «Avrei voluto non arrivare a questo punto - scrive ancora -. Avrei voluto che il rispetto nascesse spontaneamente, dal senso civico e dalla consapevolezza che ciò che è pubblico appartiene a ciascuno di noi, come ho sempre detto e scritto».
Le regole e la cura del paese
Il sindaco chiarisce di non aver avuto alternative. «Ma non potevo fare diversamente. Le regole esistono e devono essere rispettate. Se qualcuno sceglie di ignorarle e di danneggiare un patrimonio che appartiene a tutti, allora è giusto che risponda delle proprie azioni attraverso gli strumenti previsti dalla legge».
La denuncia, dunque, diventa il passaggio necessario dopo una linea oltrepassata. Non cancella l’amarezza, ma segna anche la volontà di non arretrare. Signoretta lo ribadisce guardando al lavoro che l’amministrazione intende portare avanti: «Continueremo a prenderci cura di Jonadi, a investire nei suoi spazi e a migliorarli. Ma oggi resta l’amarezza».
In chiusura, il primo cittadino rivolge un ringraziamento alla Stazione dei Carabinieri di Filandari «per la disponibilità, la professionalità e il prezioso lavoro che svolgono ogni giorno a tutela del nostro territorio».

