Dopo l’arresto dei presunti killer del ragazzo, papà Martino ha il cuore più leggero ma il dolore per la perdita del figlio non lo abbandona mai da 14 anni. L’avvocato: «Siamo fiduciosi sull’operato della Procura»
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La vita di Filippo Ceravolo si è fermata a 19 anni ma la sua famiglia non ha mai smesso di festeggiare il suo compleanno. Suo padre Martino da 14 anni porta fiori e palloncini nel cimitero di Soriano Calabro dove Filippo riposa dal 25 ottobre 2012 quando un agguato brutale, diretto contro Domenico Tassone, all’epoca 28enne, lo ferì mortalmente. Filippo Ceravolo è caduto vittima innocente di una faida sanguinosa tra le cosche delle Pressere Vibonesi Loielo ed Emanuele.
Oggi avrebbe compiuto 33 anni. «Filippo compie 33 anni al cimitero ma io spero – dice suo padre Martino – che i colpevoli siano assicurati alla giustizia per sempre».
Questo per Filippo e la sua famiglia è un compleanno che si colora di speranza verso la giustizia, un piccolo ristoro rispetto alla perdita di un figlio e di un fratello ma il primo tassello di una battaglia mai mollata.
Il gip Arianna Roccia ha accolto la richiesta di carcerazione nei confronti di Giovanni Alessandro Nesci, Bruno Lazzaro e Nicola Ciconte, non ritenendo sufficienti gli indizi a carico di Rinaldo Loielo (tratto in arresto per associazione mafiosa e altri reati) e Pasquale De Masi, rimasto a piede libero.
«Un primo passo importante è stato fatto», dice oggi papà Martino. Spiega che quest’anno Filippo verrà festeggiato in famiglia, con una cerimonia semplice al cimitero alla quale saranno presenti i parenti, il sacerdote e Maria Joel Conocchiella, referente provinciale di Libera Vibo Valentia.
Martino Ceravolo non manca mai di andare a trovare il proprio ragazzo al cimitero: gli porta fiori, gli sta vicino e gli lascia sempre una sigaretta. Filippo per lui è un angelo e quando si congeda saluta sempre tutti augurando «che Filippo vi protegga».




