«Non se ne può più». È la frase che, secondo l’ex consigliere comunale Marcello Mattioli, ricorre più spesso tra i cittadini di Sant’Onofrio costretti a fare i conti con i disagi provocati dal prolungarsi dei lavori in piazza Umberto I. Un intervento di riqualificazione che, denuncia Mattioli, avrebbe ormai trasformato una delle principali aree del centro in un punto critico per la viabilità, con ripercussioni anche sulle attività commerciali.

«Da anni ormai Piazza Umberto I a Sant’Onofrio è chiusa al traffico per i lavori in corso – afferma l’ex consigliere – e quello che doveva essere un intervento di riqualificazione si sta trasformando in un vero e proprio incubo quotidiano per residenti e commercianti».

Caos quotidiano

La situazione descritta dall’ex consigliere comunale è quella di un centro attraversato ogni giorno da automobili, autobus e mezzi pesanti costretti a utilizzare percorsi alternativi. «Transenne, deviazioni, strade alternative intasate nelle ore di punta. È questa la fotografia che si presenta ogni mattina a chi tenta di raggiungere il centro», sostiene Mattioli.

Al centro della protesta c’è soprattutto l’incertezza sui tempi necessari per completare l’opera. «Un caos che, a detta di molti, non ha più una fine certa: dal Comune, infatti, non arrivano tempistiche chiare sulla conclusione dell’intervento e sull’effettiva riapertura della piazza».

La chiusura avrebbe modificato in maniera significativa la circolazione nel centro abitato. Gli automobilisti sarebbero costretti ad allungare il percorso, mentre gli autobus avrebbero dovuto cambiare tragitto. Non mancherebbero difficoltà anche per i mezzi pesanti, che rischierebbero di rimanere imbottigliati lungo le strade interne.

Mattioli segnala inoltre la presunta assenza di una segnaletica adeguata a regolare i flussi di traffico e le difficoltà incontrate dai pedoni nel muoversi in sicurezza tra marciapiedi occupati e indicazioni provvisorie. «Automobilisti costretti a lunghi giri, autobus che cambiano percorso, mezzi pesanti che rimangono imbottigliati nel centro abitato e pedoni che faticano a muoversi in sicurezza», è il quadro tracciato dall’ex amministratore.

Le conseguenze sugli operatori economici

Le conseguenze del cantiere, secondo la denuncia, si estenderebbero anche al tessuto economico della zona. «A pagare il prezzo più alto sono anche le attività commerciali, che lamentano un calo drastico dei clienti e difficoltà di accesso per i fornitori».

Nella nota viene riportata anche la testimonianza di un residente: «Siamo stanchi di subire tutti questi disagi senza avere risposte. Capisco la necessità dei lavori, ma dopo mesi vorremmo almeno sapere quando finiranno».

L’ex consigliere precisa che la contestazione non riguarda l’utilità della riqualificazione, quanto la gestione dei lavori e la comunicazione con la popolazione. «Non si contesta l’utilità dell’intervento, ma la totale assenza di informazioni, di un cronoprogramma dettagliato e di soluzioni tampone per alleggerire il traffico urbano ormai al collasso».

Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale di rendere note le scadenze previste, chiarire quando potrà essere riaperta la piazza e adottare provvedimenti temporanei per migliorare la circolazione e garantire maggiore sicurezza a pedoni e automobilisti.

«Intanto – conclude Mattioli – il cantiere sembra procedere a rilento e i disagi aumentano di giorno in giorno. In attesa di un segnale da parte dell’amministrazione, ai cittadini non resta che armarsi di pazienza e, ancora una volta, cambiare strada».