I fatti denunciati ai carabinieri di Sant’Onofrio, al vaglio le immagini degli impianti di sorveglianza. Durante una prima incursione avevano fatto man bassa di quanto restava della Sagra del pane
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Ripetute effrazioni, compiute nel giro di pochi giorni, e accompagnate dalla sottrazione di diversi oggetti. In particolare bevande e dispositivi elettronici. Nel mirino di ignoti malviventi c’è da qualche giorno la sede della Pro loco di Stefanaconi, visitata nottetempo da qualcuno che ben sapeva di trovare al suo interno diversi generi alimentari, rimanenza della storica Sagra del pane organizzata dall’associazione e giunta quest’anno alla 31esima edizione.
Se dapprima i ladri si sono “accontentati” di qualche cassa di birra e Coca Cola nonché di quattro bottiglie di amaro, in una successiva visita hanno pensato bene di sottrarre addirittura un computer fisso e una cassa Bluetooth. I fatti sono stati puntualmente denunciati alla Stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio dal direttivo dell’associazione.
Gli accessi sarebbero avvenuti, con il favore delle tenebre, attraverso l’adiacente Villa Elena, da dove i malviventi hanno avuto accesso alla sede forzando le finestre. Quindi, scassinando una porta chiusa con un lucchetto, si sono introdotti all’interno delle stanze dove erano custoditi gli oggetti poi sottratti.
Indagini sono state avviate dai militari dell’Arma per risalire ai responsabili, che potrebbero essere individuati attingendo alle immagini registrate da impianti di videosorveglianza pubblici presenti in zona. Amarezza per l’accaduto è stata espressa dal presidente dell’associazione Francesco Chiarella.
Al danno economico, stimato in circa 500 euro, si aggiunge quello morale per episodi che riportano in primo piano considerazioni di carattere sociale ed educativo ormai ineludibili in un contesto locale in cui la presenza dello Stato, pur con le dovute eccezioni, appare sempre più evanescente. Ma anche la beffa: un bigliettino provocatorio è stato rinvenuto nelle ultime ore nei pressi della sede. “Se ci lasciavate le bevande, non avremmo toccato il computer”, firmato “I ladri di Coca Cola”. Una firma beffarda, una sfida a viso aperto, che non va sottovalutata.

