Il ritrovamento del corpo nella notte del 3 agosto. In un primo momento si è pensato a un suicidio ma gli esiti dell'autopsia hanno cambiato lo scenario. Fascicolo aperto anche per distruzione di cadavere. Al vaglio telecamere e disposte perquisizioni
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La svolta investigativa arriva a quasi due mesi dal ritrovamento: la Procura di Vibo Valentia indaga per omicidio e distruzione di cadavere sul caso dell’uomo trovato carbonizzato all’interno di un’auto in fiamme a Ciaramiti di Ricadi. L’esame autoptico e gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno infatti fatto vacillare l’ipotesi iniziale di un gesto suicidario. Il procedimento, allo stato, è a carico di ignoti.
Il corpo nell’auto in fiamme
Il macabro ritrovamento risale alla notte del 3 agosto 2026. Alcuni residenti della zona avevano segnalato la presenza di un’autovettura avvolta dalle fiamme. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tropea insieme ai vigili del fuoco del Distaccamento di Ricadi. Una volta domato l’incendio e messo in sicurezza il mezzo, all’interno era stato rinvenuto il corpo carbonizzato di un uomo.
Da quel momento sono partiti gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Sul luogo del ritrovamento hanno lavorato anche gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e il Ris di Messina, chiamati a individuare e repertare ogni possibile elemento utile.
L’autopsia cambia lo scenario
È stato soprattutto l’esame autoptico, insieme agli elementi investigativi raccolti successivamente, a spingere gli inquirenti verso uno scenario differente. Secondo quanto reso noto dalla Procura, infatti, gli accertamenti hanno fatto «dubitare dell’ipotesi suicidaria».
Da qui la decisione di aprire formalmente un fascicolo per omicidio e distruzione di cadavere, al momento senza persone iscritte nel registro degli indagati. Un passaggio che imprime una direzione ben più inquietante agli accertamenti sul ritrovamento avvenuto nella frazione ricadese.
Telecamere e perquisizioni, indagini nella sfera personale della vittima
L’area in cui si trovava l’automobile è stata posta sotto sequestro e passata al setaccio alla ricerca di ulteriori tracce. Gli investigatori stanno inoltre analizzando le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di ricostruire movimenti e presenze nelle ore precedenti al rogo.
Sono state eseguite anche diverse perquisizioni nell’abitazione della vittima, alla ricerca di elementi in grado di chiarire il contesto nel quale sarebbe maturato il fatto. La pista investigativa, secondo quanto comunicato dalla Procura, conduce allo stato verso l’ambito personale e relazionale dell’uomo. Anche il suo passato è quindi oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti.


