Gli atti vandalici nella villa comunale di San Gregorio d’Ippona accendono il confronto politico sulla tutela del patrimonio pubblico, ma anche sulle condizioni in cui versa l’area e sull’efficacia dei sistemi di videosorveglianza. Da un lato, il consigliere comunale Gregorio Lo Muto, capogruppo del gruppo autonomo consiliare San Gregorio Futura, condanna i danneggiamenti e chiede misure concrete di prevenzione. Dall’altro, il gruppo consiliare di minoranza Noi per San Gregorio condivide la condanna degli episodi, ma solleva interrogativi sullo stato di abbandono della villa dopo la revoca della precedente concessione e sul funzionamento delle telecamere installate dal Comune, per le quali sarebbero stati spesi oltre 100mila euro.

Lo Muto: «La condanna non basta, occorre difendere concretamente i beni pubblici»

Lo Muto esprime «la mia più ferma condanna per quanto accaduto», definendo i responsabili di questi atti protagonisti di «comportamenti inqualificabili, che dimostrano una totale mancanza di rispetto per i beni pubblici e per la comunità». Il consigliere sottolinea che danneggiare una struttura pubblica non significa colpire soltanto l’amministrazione, ma l’intera cittadinanza, chiamata a sostenere direttamente o indirettamente i costi delle riparazioni.

Le conseguenze, sostiene, vanno oltre il danno economico: «Si priva la comunità di strutture che dovrebbero essere disponibili e funzionanti, si impongono nuovi costi per le riparazioni». Da qui la necessità di non considerare i beni comuni come qualcosa che, appartenendo a tutti, non appartiene a nessuno: «Ciò che è pubblico appartiene a ciascuno di noi e, proprio per questo, merita ancora più attenzione e rispetto».

Per il capogruppo di San Gregorio Futura, alla condanna devono seguire iniziative concrete di prevenzione, a partire da un eventuale potenziamento della videosorveglianza, laddove necessario e nel rispetto della normativa vigente, e da una maggiore sensibilizzazione dei cittadini, soprattutto delle nuove generazioni, al rispetto degli spazi comuni. Ogni valutazione, precisa, dovrà comunque partire dall’accertamento dei fatti e dalle responsabilità eventualmente individuate dagli organi competenti.

Lo Muto richiama anche gli episodi vandalici verificatisi in passato e avverte: «Non possiamo rassegnarci all’idea che strutture realizzate per offrire un servizio ai cittadini di San Gregorio debbano essere continuamente riparate a causa dell’inciviltà di pochi». Le risorse pubbliche, aggiunge, dovrebbero essere destinate a migliorare i servizi e non a riparare danni evitabili.

Infine, il consigliere invita a superare le divisioni politiche sulla tutela del patrimonio comunale: chi amministra ha il dovere di custodirlo e valorizzarlo, mentre chi utilizza gli spazi pubblici deve rispettarli. «I beni pubblici non sono terra di nessuno: sono patrimonio di tutti e tutti abbiamo il dovere di tutelarli», conclude, chiedendo maggiore attenzione alla custodia delle strutture comunali e una rinnovata cultura del rispetto della cosa pubblica.

La minoranza: «Oltre 100mila euro per le telecamere, perché i responsabili non vengono individuati?»

Il gruppo consiliare di minoranza Noi per San Gregorio condivide «la ferma indignazione espressa dal sindaco Farfaglia per gli atti vandalici alla villa comunale», ribadendo che «danneggiare un bene pubblico è un atto grave contro tutta la comunità e va condannato senza se e senza ma». La condanna, tuttavia, è accompagnata da una critica alle condizioni dell’area, che secondo i consiglieri sarebbe in stato di abbandono dalla revoca della concessione alla precedente gestione.

«Da quel momento, infatti, l’area è stata lasciata a se stessa, dando l’impressione che il Comune si sia completamente disinteressato della sua cura, della sua manutenzione e della sua valorizzazione», sostiene la minoranza, secondo cui uno spazio pubblico così importante non può essere lasciato al degrado e all’incuria.

Il gruppo solleva quindi una serie di interrogativi sul sistema di videosorveglianza comunale. «Come è possibile che questi atti si ripetano, non solo nella villa comunale, e che i responsabili non vengano mai individuati, se il nostro Comune ha speso oltre 100.000 euro per l’installazione di un impianto di videosorveglianza?», chiedono i consiglieri, domandando se il sistema sia attivo, chi lo controlli e perché le telecamere presenti anche nella villa non abbiano consentito di identificare i responsabili.

«Se il sistema non funziona, è grave. Se funziona, perché non viene utilizzato efficacemente per individuare i responsabili?», incalza la minoranza, che chiede chiarimenti anche sui costi di manutenzione e sulle ragioni per cui, dopo la revoca della precedente concessione, l’area sarebbe rimasta senza adeguata cura e custodia.

L’invito rivolto al sindaco è quello di fornire risposte sul funzionamento dell’impianto di videosorveglianza e sulla manutenzione della villa comunale, anziché limitarsi a un’ulteriore condanna degli atti vandalici. «La sicurezza e la tutela del patrimonio pubblico si garantiscono con i fatti, con la manutenzione e con controlli efficaci, non soltanto con le parole», conclude il gruppo consiliare di minoranza.