Accanto alle criticità che gravano sull’intera collettività, ci sono vicende che colpiscono poche persone ma pesano come macigni sulla loro quotidianità. In una lettera inviata a Il Vibonese il titolare di un’agenzia di spedizioni denuncia solleciti rimasti senza esito e il suo lavoro messo in pericolo
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Ci sono grandi problemi infrastrutturali che investono intere comunità e finiscono, giustamente, al centro del dibattito pubblico. La manutenzione della rete viaria, la sicurezza delle strade, il decoro urbano riguardano tutti. Ma accanto a queste grandi questioni collettive esistono disagi più silenziosi, che non mobilitano folle eppure possono diventare insostenibili per chi li subisce ogni giorno. È in questo spazio, meno visibile e spesso più solitario, che si colloca la vicenda raccontata in una lettera giunta in redazione da un commerciante di Vibo Valentia.
La segnalazione arriva da via Bucciarelli, all’ingresso della città prima della rotonda nei pressi dell’ospedale, dove il titolare di un’agenzia di spedizioni denuncia da anni una situazione che, a suo dire, starebbe compromettendo in modo crescente la possibilità stessa di lavorare.
Il cuore del problema è nel tratto di strada comunale che consente l’ingresso diretto al piazzale dell’attività. Secondo quanto riferisce il commerciante, proprio in quel punto passerebbe un tubo di competenza comunale presumibilmente danneggiato, dal quale si ritiene vi sia una perdita d’acqua. Una condizione che, col passare del tempo, avrebbe provocato un progressivo cedimento del manto stradale, rendendo l’accesso sempre più difficoltoso e, soprattutto, rischioso.
La lettera restituisce bene il senso di una difficoltà che incide sul lavoro quotidiano, sui rapporti con clienti e fornitori, sulla continuità stessa dell’attività economica: «A causa delle condizioni sempre più critiche della strada sto seriamente rischiando di dover interrompere o limitare il mio lavoro, con evidenti danni economici e professionali».
Non si tratterebbe, inoltre, di una criticità emersa di recente. Nella ricostruzione contenuta nella missiva recapitata a Il Vibonese, si allude a segnalazioni formali al Comune che sarebbero state ripetute nel tempo, senza però arrivare a un intervento strutturale: «Non ho mai ricevuto un riscontro concreto né un intervento risolutivo nonostante le numerose Pec inviate».
Nel frattempo, racconta, avrebbe perfino tentato di rimediare in proprio, acquistando e applicando «bitume a freddo, senza però ottenere risultati duraturi, trattandosi evidentemente di un intervento che richiede un’azione strutturale da parte dell’ente competente».
Nella lettera si dà conto anche di interlocuzioni dirette con gli amministratori comunali. «Ho inoltre avuto modo di parlare direttamente con il sindaco e con l’assessore di riferimento, ricevendo rassicurazioni circa un intervento imminente che, tuttavia, non si è mai concretizzato». Un passaggio che aggiunge amarezza a una vicenda già segnata dal tempo trascorso e dal peggioramento progressivo delle condizioni dell’accesso al negozio, con «potenziali rischi per clienti, fornitori e mezzi di trasporto».
È proprio questo il punto che dà alla vicenda una rilevanza pubblica. Perché ci sono problemi che riguardano un intero quartiere e altri che si concentrano davanti a una sola saracinesca, a una sola impresa. Ma non per questo pesano di meno.

