Si terranno domani, mercoledì 16 settembre, alle ore 15 a Vibo, i funerali di Antonio “Totò” Reggio, lo storico professore del liceo classico Morelli di Vibo Valentia morto dopo quasi tre settimane di ricovero per le gravissime ferite riportate nella sua abitazione. Le esequie saranno celebrate nella chiesa di Maria SS. del Rosario, poi la salma proseguirà per Nicotera dove sarà seppellita.

Reggio aveva 87 anni ed era originario proprio di Nicotera, anche se da tempo viveva nel capoluogo, dove per molti anni aveva insegnato storia e filosofia lasciando un ricordo profondo in generazioni di studenti.

La sua morte ha profondamente colpito tanto la comunità nicoterese quanto quella vibonese. A Vibo il professore era molto conosciuto e stimato e, nei giorni successivi alla sua scomparsa, anche il sindaco Enzo Romeo aveva ricordato «un insegnante appassionato, capace di lasciare un segno in tante generazioni», sottolineando come la sua figura rappresentasse «un pezzo importante della storia educativa di Vibo». Reggio era inoltre fratello di Salvatore Reggio, già sindaco di Nicotera.

La drammatica notte del 19 agosto

La vicenda che ha portato alla morte dell'ex docente aveva avuto inizio nella notte tra il 18 e il 19 agosto. Intorno alle 2.50 la Polizia era intervenuta nella sua abitazione di Vibo Valentia dopo una richiesta di soccorso. Reggio era stato trovato privo di coscienza sul letto, con diverse bende intrise di sangue nella zona addominale. Trasportato in codice rosso al Pronto soccorso dello Jazzolino, gli erano state riscontrate, tra l'altro, una ferita da taglio nella regione ipogastrica, un'emorragia toracica e diverse fratture. Le sue condizioni avevano quindi reso necessario il trasferimento a Catanzaro.

Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, si erano concentrate sulla badante ucraina che in quel periodo assisteva l'anziano. La donna era stata fermata e successivamente raggiunta da un provvedimento di custodia cautelare in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato. Secondo la ricostruzione investigativa, nella camera da letto sarebbe stata allestita una sorta di rudimentale sala operatoria: la badante avrebbe somministrato all'uomo sostanze dall'effetto sedativo per poi praticargli una profonda lacerazione all'addome utilizzando un coltello da cucina.

Agli investigatori la donna avrebbe riferito di essere convinta che nell'addome dell'anziano vi fosse «un animale» da rimuovere. Una spiegazione che ha contribuito a rendere ancora più inquietanti i contorni di una vicenda sulla quale gli inquirenti hanno continuato a lavorare per ricostruire con esattezza quanto accaduto quella notte e chiarirne ogni aspetto.

Le settimane di ricovero e la morte

Dopo il trasferimento a Catanzaro, Reggio aveva attraversato settimane difficilissime. In un primo momento erano arrivati anche alcuni segnali incoraggianti: il fratello Salvatore aveva raccontato che Totò riusciva a muovere gli occhi e le mani per comunicare con chi gli stava vicino. Una successiva crisi aveva però nuovamente aggravato il quadro clinico. Accanto a lui, durante il ricovero, le figlie Ada e Daniela.

Il 10 settembre è arrivata la notizia della morte. Un epilogo che ha suscitato profonda commozione a Vibo Valentia e a Nicotera. Domani la città che gli aveva dato i natali si stringerà attorno alla famiglia per l'ultimo saluto a un docente ricordato con affetto da tanti suoi ex studenti, mentre sul fronte giudiziario proseguono gli accertamenti sulla drammatica vicenda che ha segnato le sue ultime settimane di vita.