Zungri, “La Città di Pietra” sempre più meta di visitatori

Attratti dall’insediamento rupestre e dal museo della civiltà contadini sono diversi i gruppi che visitano i siti d’interesse del piccolo centro del Monte Poro

Attratti dall’insediamento rupestre e dal museo della civiltà contadini sono diversi i gruppi che visitano i siti d’interesse del piccolo centro del Monte Poro

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L'insediamento rupestre di Zungri
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Continua a suscitare interesse e ad attrarre visitatori l’insediamento rupestre di Zungri con il vicino Museo della civiltà contadina. Dopo la massiccia presenza di ciclo-escursionisti guidati dal gruppo Bicinsieme di San Costantino Calabro, presieduto da Raffaele Mancuso, è stata la volta del gruppo di appassionati di auto d’epoca “Valentia Club” di Vibo Valentia, presieduto da Battistino Fuduli, e del gruppo escursionistico “CamminaMenti” di Caulonia e Palmi.

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E, come ormai di consueto, tutte le comitive organizzate, al loro arrivo a Zungri, hanno ricevuto la calorosa accoglienza del sindaco Francesco Galati e dell’assessore ai Lavori pubblici Nicola Pugliese, nonché quella dell’architetto Maria Caterina Pietropaolo, coordinatrice del Museo e dell’insediamento rupestre, e del vicesindaco ed assessore alla Cultura Caterina Gaudioso.

Presenze sempre più frequenti che certamente non passano inosservate anche agli abitanti della “Città di Pietra” che continuano a vedere i tanti e tanti visitatori che regolarmente affollano le sue vie desiderosi di conoscere e scoprire questo meraviglioso sito archeologico che regala sempre forti emozioni.

Museo e sito rupestre rappresentano «un vero gioiello fatto sapientemente brillare da chi con amore si dedica quotidianamente alla cura offrendo ai visitatori un ambiente fruibile in tutti i suoi aspetti. Uno staff coordinato eccellentemente da Maria Caterina Pietropaolo, lavora in sinergia con l’amministrazione comunale, per far sì che le bellezze vengano esaltate e rese fruibili a tutti. Sono tanti infatti i visitatori che sono attratti dalla bellezza di questo museo e del villaggio rupestre (datato dagli studiosi fra il XII e il XIV secolo) costituito da circa 100 case-grotta scavate nella roccia con ambienti monocellulari e bicellulari, alcuni anche a più piani. Il villaggio si articola su un costone lungo uno dei versanti della fiumara Malopera ed occupa una superficie di circa 2900 mq».

Il villaggio, di straordinaria bellezza, costituisce il quadro di una struttura urbanistica completa: stradelle, gradinate ed un sistema di approvvigionamento idrico. Le cellule abitative sono di forma circolare o quadrate, alcune delle quali hanno una copertura a cupola con foro centrale per permettere l’aerazione. Ogni ambiente presenta una nicchia ed incassi nelle pareti per sistemare letti e suppellettili.

«Interessantissimo quindi il sito archeologico, che ci mostra e ci fa capire l’organizzazione socio-economica di popolazioni antiche. La visita all’insediamento rupestre di Zungri ci lascia stupiti e affascinati dalla particolarità del sito e dal mistero che ogni angolo e ogni scorcio evocano, per un periodo storico del quale spesso si ignorano aspetti così particolari, periodo storico ancora non bene definito, come si ignora chi fu la popolazione che arrivò dall’Oriente e qui si stanziò. Una civiltà rupestre e una natura incontaminata per riscoprire le origini e il misterioso fascino di un mondo perduto e ritrovato».