Interessante iniziativa promossa dal museo nazionale di Mileto, nell'ambito del più articolato progetto "De re edificatoria. Architetture: l'arte di costruire". Nell'occasione, al centro dell'attenzione sono stati posti i dati materiali e le fonti storiche per la ricostruzione urbanistica della Mileto antica in età moderna. I lavori sono stati introdotti dalla stessa direttrice del plesso culturale, afferente alla DrMn Calabria, Maria Maddalena Sica. Tra gli interventi in sala, quello del professore dell'Università di Siena, Carlo Citter, ateneo attivo dal 2023 nello studio del sito che fino al 1783 ha ospitato la città nel secolo XI elevata da Ruggero d'Altavilla a capitale della propria contea normanna, nell'ambito del processo di conquista del meridione d'Italia attuato con il fratello Roberto il Guiscardo.

Le ricerche nel parco archeologico

Al riguardo, l'archeologo medievista ha illustrato ai presenti le ultime ricerche eseguite dalla sua équipe all'interno del parco archeologico di Mileto antica, riguardanti la conoscenza urbanistica della città medievale e moderna. Lo stesso non ha mancato di evidenziare anche l'importante ruolo che riveste il sito «nel più ampio progetto di ricerca Med2Mod che si prefigge di analizzare il passaggio tra l'età medievale e quella moderna in due regioni campione come la Calabria e la Toscana».

Transizioni, in uno spazio molto limitato, che hanno interessato diversi abitati del Vibonese «e che dimostrano che questo territorio continuava ad avere una sua centralità. Se uno ha paura del terremoto non va a 1 km di distanza, ma a 100 Km. Quindi - ha aggiunto Citter - vuol dire che qui valeva la pena di rischiare, che sul territorio non c'erano solo macerie e che l'immagine trasmessa del Sud sottosviluppato e che non produce è totalmente distorta, un'immagine colonialista veicolata per giustificare il suo sfruttamento».

La ricostruzione dell’insediamento

Il docente universitario, nel corso dell'incontro ha poi annunciato la prossima pubblicazione di un volume monografico dedicato proprio al sito archeologico dell'antica Mileto, «con al suo interno inseriti tutti i nuovi dati emersi nelle attività di ricerca degli ultimi anni». Tra gli interventi in sala, anche quello da remoto del già responsabile del Parco archeologico, Michele Mazza, e dell'archeologo del museo nazionale di Mileto, Fabio Lico, il quale, di concerto con la collega Cristiana Serra e gli altri componenti del gruppo di scavo, ha illustrato le elaborazioni in grafica tridimensionale «che permettono ora di ricostruire l'aspetto dell'insediamento nei secoli precedenti al suo abbandono».

La ricostruzione è stata resa possibile analizzando le fonti scritte e iconografiche e mettendo a sistema i dati degli scavi eseguiti tra gli anni '90 e oggi. Le informazioni ricavate sono state abbinate alla digitalizzazione fotogrammetrica di tutta l'area in cui ricadeva l'abitato antico, creando un modello 3D su cui sono stati sovrapposti gli ingombri delle principali strutture che costituiscono la città di Mileto. Tale tipologia di ricerca, di recente presentata anche al X Congresso nazionale di Archeologia medievale, offre l'opportunità di creare una base di dati utile a facilitare l'accesso e la comprensione del sito archeologico e del locale museo, anche con percorsi di natura virtuale.