Un prestigioso riconoscimento scientifico e culturale che valica i confini nazionali per portare lustro al territorio vibonese e all'intera regione. Dal 25 al 27 settembre, nella suggestiva cornice del Convento de Nuestra Señora del Vado a Gibraleón (provincia di Huelva, Spagna), si è svolto il Congreso Internacional Carmelitano "Regina et Decor Carmeli", organizzato per celebrare il 475° anniversario della Hermandad del Santísimo Cristo de la Sangre y María Santísima de la Soledad.
Tra i circa cinquanta esperti e ricercatori giunti da sei Paesi per approfondire la storia, la spiritualità e l'arte della tradizione carmelitana, ha brillato la presenza del Centro Studi Theotokos attraverso il fondamentale contributo del suo cofondatore, il professor Martino Michele Battaglia.

L'antropologo vibonese tra le eccellenze accademiche internazionali

Saggista, antropologo e docente universitario originario di Soriano Calabro, il professor Battaglia rappresenta un'autentica eccellenza del panorama culturale vibonese e anche internazionale avendo fatto parte anche del Comitato scientifico diretto dal Prof. Ramòn De La Campa Carmona. La sua statura accademica e il suo rigore scientifico gli sono valsi nel tempo prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui la nomina a membro della Reale Accademia di Cordoba e dell'Accademia della Storia Andalusa.
Al simposio internazionale di Gibraleón, promosso anche con l'apporto del Centro Studi fondato insieme alla professoressa Anna Rotundo, Battaglia ha offerto una lectio magistralis incentrata sulle origini e sulla diffusione del culto del Carmelo in Calabria, ripercorrendo i complessi legami storici tra la regione e l'Oriente cristiano.

Il ruolo dei 12mila calabresi nella Prima Crociata e il culto del Carmelo

Nel suo intervento, il saggista vibonese ha evidenziato come la devozione carmelitana e la storia stessa della Calabria siano indissolubilmente legate alle vicende della Prima Crociata e al valore dimostrato dai combattenti calabresi in Terra Santa: «Ben 12.000 calabresi si unirono ai Normanni e a Goffredo di Buglione con Raimondo IV di Tolosa per liberare i Luoghi Santi nella Prima Crociata – ha spiegato il professor Battaglia durante la sua relazione – Questo è il motivo per il quale la Regione Calabria ha nel suo stemma il simbolo dei crociati, proprio perché i calabresi si distinsero per il loro straordinario valore sul campo».

Dagli anacoreti del Monte Carmelo agli ordini mendicanti

Continuando la sua disamina storica e antropologica, Battaglia ha ricostruito il percorso che ha portato la spiritualità carmelitana a radicarsi nel Meridione d'Italia, trasformando l'esperienza eremitica orientale nelle forme monastiche dell'Occidente medievale: «Alcuni Cavalieri Crociati Calabresi salirono sul Monte Carmelo, vivendo inizialmente come gli anacoreti che pregavano la Madonna su quelle alture. Tuttavia, quando i primi monaci giunsero prima nel Messinese e poi in Calabria, dovettero adattare le loro abitudini, trasformandosi in un ordine mendicante al pari di Domenicani e Francescani. La traccia del valore dimostrato da quei calabresi che si distinsero nelle crociate rimane viva ancora oggi, impressa nello stemma ufficiale della Regione Calabria».
Un contributo di altissimo profilo che conferma il ruolo primario del professor Martino Battaglia nella divulgazione della memoria storica e dell'identità culturale della Calabria nei più prestigiosi consessi accademici internazionali.