Una serata con al centro il valore e il ruolo della donna nella società. Un tema di grande attualità che sarà affrontato venerdì 31 luglio a Parghelia, ai piedi della scalinata di piazza Europa, prendendo spunto dai contenuti del libro "Nascere donna. Ritratti di amore, orgoglio e lotta" di Saverio Miceli. L'appuntamento è per le 21.30, promosso da Cine Sud, locale Proloco e amministrazione comunale. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Pargelia, Antonio Landro, a prendere la parola sarà il consigliere comunale con delega alla Cultura e alla Pubblica istruzione, Gabriele Vallone, il quale ha curato e fortemente voluto tale iniziativa. Subito dopo ci sarà l'intervento dell'autore del volume. Gli interventi saranno coordinati da Mariagrazia Defina. Nell'occasione sarà anche allestita la mostra fotografica “Ri-tratto di Donna”, a cura dello stesso Miceli. «Ogni incontro - scrive l'autore nel suo libro - nasce da uno sguardo. Come medico, ho imparato ad ascoltare la vita nel suo primo respiro; come fotografo, a riconoscerla in un sorriso, in una mano tesa, in un volto che resiste».

Saverio Miceli, oltre ad essere l'autore del volume è anche un ginecologo. In questo contesto “Nascere Donna” è la narrazione lenta, etica ed empatica dell'universo femminile, visto con lo sguardo dell'uomo di medicina. Il racconto solo successivamente si traduce in un linguaggio visivo, in cui la macchina fotografica diventa, di fatto, un'estensione dell'atto di cura. Il progetto, sviluppato nell'arco di oltre vent'anni di viaggi tra Africa, Asia e Americhe, è una sorta di “mappa umana” del pianeta donna, in cui ciò che conta non è la distanza culturale, ma la prossimità emotiva. Il linguaggio fotografico adottato da Miceli è semplice e spontaneo: luce naturale e relazione diretta con il soggetto. Lo sguardo in macchina restituisce fiducia, dignità e reciprocità. Il risultato è una fotografia che si avvicina più al racconto etico che al reportage classico. Le immagini raccontano condizioni anche dure (povertà, matrimoni precoci, marginalità), ma senza indulgere nel pietismo. Al contrario, emerge una narrazione della resistenza e della dignità, in cui ogni soggetto mantiene una propria autonomia simbolica.