L’imprenditore siciliano, che denunciò un’estorsione da 5mila euro a Santa Domenica Talao, il 23 ottobre incontrerà gli studenti a Palazzo Santa Chiara nell’ambito del Festival del Sud. La sua storia nel libro scritto con Antonio Armano
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La scelta di non piegarsi alle intimidazioni mafiose e di affidarsi alle istituzioni, anche quando sono in gioco la propria sicurezza e quella della famiglia. È la storia di Sebastiano Buglisi, imprenditore siciliano che venerdì 23 ottobre incontrerà gli studenti a Palazzo Santa Chiara, a Vibo Valentia, nell’ambito della nona edizione del Festival del Sud.
L’appuntamento è fissato alle 9.30 nella Sala Sedie Rosse e sarà l’occasione per ripercorrere una vicenda che intreccia attività imprenditoriale, coraggio personale e contrasto alla criminalità organizzata.
Nel 2018, mentre la sua impresa era impegnata nella posa della fibra ottica a Santa Domenica Talao, nel Cosentino, Buglisi subì intimidazioni e una richiesta estorsiva di 5mila euro. La decisione di non cedere al ricatto e di collaborare con i Carabinieri portò all’arresto dei responsabili. Nel 2019 arrivarono due condanne, rispettivamente a sette anni e due mesi e a sei anni e otto mesi di reclusione, con il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso.
«Sì, avevo paura. Poi ho smesso di averne» è la frase che sintetizza il percorso raccontato in «L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico», il libro scritto con Antonio Armano, pubblicato a fine luglio da Baldini+Castoldi con la prefazione di Guido Ruotolo.
La testimonianza ha attirato l’attenzione dei principali quotidiani italiani e di diversi programmi televisivi, arrivando a sfiorare le 5mila copie vendute in meno di tre mesi.
Fondatore di EdS, azienda attiva nel settore delle infrastrutture e delle telecomunicazioni, Buglisi ha trascorso decenni di attività imprenditoriale opponendosi alle pressioni della criminalità organizzata. Le sue denunce e la collaborazione con gli investigatori hanno contribuito a procedimenti giudiziari contro esponenti di Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Sacra Corona Unita.
Nel volume trova spazio anche l’infanzia segnata dalla povertà, con lo studio alla luce di una lampada a olio. Un percorso personale che diventa una riflessione sulla responsabilità civile e sulla possibilità di rifiutare il ricatto mafioso senza considerarlo un prezzo inevitabile da pagare per fare impresa.
Recentemente insignito del Premio Artis Suavitas 2026, con una menzione speciale per il coraggio e il valore della sua testimonianza, Buglisi porterà a Vibo Valentia un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: la legalità non è soltanto un principio, ma una scelta quotidiana che richiede coraggio, coerenza e fiducia nelle istituzioni.

