Il teatro d'autore e la grande storia s'incontrano tra le suggestive rovine del Parco Archeologico e Architettonico di San Domenico a Soriano Calabro. In una cornice d'eccezione, un pubblico numeroso, attento e partecipe ha accolto con entusiasmo "Polissena dimenticata", regalando alla comunità del Vibonese una serata d'intensa carica emotiva, sospesa tra memoria, identità e valorizzazione del patrimonio culturale.

Il dramma di Polissena tra testo e interpretazione

A trascinare gli spettatori in questo viaggio poetico è stata Federica De Benedittis, attrice di rilievo del panorama nazionale, protagonista di una prova interpretativa di straordinaria sensibilità e forza espressiva.

La drammaturgia e la regia, curate da Aurora Miriam Scala, hanno saputo restituire profonda contemporaneità a un mito antico, avvalendosi di un linguaggio essenziale ma altamente evocativo.

A completare l'architettura sonora e concettuale dell'opera: Roberto Latini, la cui voce ha incarnato la figura di Omero offrendo una dimensione narrativa solenne;Luna Marongiu, curatrice delle maschere e degli oggetti di scena; Maria Chiara Pellitteri, aiuto regia.La produzione, realizzata in collaborazione con Mythos Torino Festival, Teatro La Fenice di Arsoli e Festival Portraits on Stage, ha visto il prezioso sostegno del GAL Terre Vibonesi, del Rotary Club Vibo Valentia e del Polo Museale di Soriano Calabro.

La visione del Polo Museale: «Luoghi di cultura vivi»

Piena soddisfazione è stata espressa dalla direttrice del Polo Museale di Soriano, Mariangela Preta, che ha sottolineato la rilevanza strategica dell'iniziativa:

«Questa serata rappresenta molto più di un successo di pubblico. Abbiamo portato a Soriano un’artista del calibro di Federica De Benedittis e una produzione d'eccellenza affidata ad Aurora Miriam Scala. È la direzione in cui vogliamo proseguire: fare dei nostri siti non dei meri spazi da visitare, ma luoghi vivi capaci di ospitare arte e dialogare con il pubblico contemporaneo».

La risposta della cittadinanza ha confermato l'efficacia del progetto: «Vedere il Parco di San Domenico gremito è stata un'emozione forte. Significa che la cultura, quando proposta con qualità e coraggio, crea partecipazione e restituisce centralità ai piccoli centri. Ringrazio gli artisti, i collaboratori e tutti i partner come il GAL e il Rotary che hanno creduto nell'iniziativa».

Cultura e riscatto delle aree interne

La serata lascia in eredità una riflessione profonda sul ruolo delle aree interne. Valorizzare un territorio significa prima di tutto renderlo vivo: l'evento di Soriano dimostra come anche i piccoli centri possano farsi palcoscenico di livello nazionale, trasformando l'arte in un autentico motore di coesione, identità e sviluppo locale.