mercoledì,Maggio 18 2022

Festa del lavoro amara per la Calabria: è tra le peggiori in Ue per disoccupazione

Nel 2021 quattro giovani su dieci non lavoravano: dai dati Eurostat emerge un triste quadro per il Sud Italia. Occhiuto: «Periodo complicato, serve remare tutti nella stessa direzione»

Festa del lavoro amara per la Calabria: è tra le peggiori in Ue per disoccupazione

L’anno scorso circa quattro giovani su 10 in Sicilia, Campania e Calabria erano senza lavoro: uno dei dati peggiori in Ue. È quanto mostrano le statistiche Eurostat sul mercato del lavoro nel 2021, pubblicate nei giorni scorsi. I tassi di disoccupazione per le persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni nelle tre regioni italiane erano tra i 10 più alti dell’Unione (rispettivamente 40%, 38% e 37%), ma in leggero miglioramento rispetto al 2020. In fondo alla classifica la regione spagnola di Ceuta (56%), le regioni greche della Macedonia orientale, Tracia (45%) e Macedonia occidentale (42%) e ancora la spagnola Melilla ( 42%). [Continua in basso]

La media europea nel 2021 era del 13%, con i risultati migliori nella regione ceca Sud-ovest, nella regione polacca della Wielkopolskie e nella regione ceca della Moravia centrale (tutte al 4%). In Italia, i minori tassi di disoccupazione nel 2021 erano invece nella Provincia autonoma di Bolzano (7%), in Veneto e nella Provincia autonoma di Trento (entrambe al 12%).

Dati che danno un gusto ancora più amaro al primo maggio. «Il mio pensiero, da calabrese, regione agli ultimi posti in Europa per occupazione, va a chi, soprattutto donne e giovani, un lavoro non lo ha»: il commento del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, nel giorno della festa del lavoro. «E va anche – ha aggiunto – a chi fa impresa, a chi ogni giorno si barcamena, tra tasse e burocrazia, per alzare la saracinesca della propria attività, e per creare sviluppo e posti di lavoro. Viviamo un periodo estremamente complicato. Dopo la stagione del Covid adesso il conflitto in Ucraina non lascia presagire tempi semplici con i quali rapportarsi. Occorre, soprattutto in questo scenario, stare uniti. Serve un patto, tanto a livello nazionale quanto a livello locale, con Regioni e Comuni protagonisti, tra politica, sindacati e associazioni imprenditoriali, per superare una volta per tutte il dualismo tra lavoratori e imprenditori. Bisogna – questa la conclusione di Occhiuto – remare tutti nella stessa direzione per affrontare insieme le sfide del futuro».

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