mercoledì,Settembre 22 2021

Locali inadeguati, chiuso il Centro per l’impiego di Vibo – Video

Il sindacato Fp-Cgil punta il dito contro il Comune: «Il mancato ammodernamento ha costretto il dirigente regionale delegato alla sicurezza sui luoghi di lavoro a chiudere gli uffici»

Locali inadeguati, chiuso il Centro per l’impiego di Vibo – Video

La Fp-Cgil stigmatizza con forza «l’inerzia del Comune di Vibo Valentia in relazione al mancato ammodernamento dei locali che ospitano il Centro per l’impiego, per il quale il dirigente regionale delegato alla sicurezza sui luoghi di lavoro si è trovato costretto a chiudere gli uffici a causa del mancato adeguamento dei locali alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro».

Il sindacato di categoria, attraverso il segretario aziendale Fp-Cgil Regione Calabria – Giunta Regionale Ferdinando Schipano, il coordinatore Cpi Fp-Cgil Calabria Alessandra Neri, il segretario generale Fp-Cgil Calabria Alessandra Baldari, ricorda che «ai sensi dell’articolo 3, della Legge 28 febbraio 1987, n. 56, è in capo ai Comuni l’onere della fornitura dei locali necessari al funzionamento dei Centri per l’impiego. Ricordiamo, inoltre, che queste incresciose situazioni, si protraggono da più di due anni e che la Regione Calabria ha sollecitato più volte l’amministrazione comunale, intimando che l’eventuale inerzia da parte del Comune, avrebbe condotto alla chiusura del Cpi. La Provincia di Vibo, ente che attualmente ospita i locali del centro, parrebbe disponibile a lasciare in uso i propri locali, a patto che gli stessi vengano riammodernati e resi idonei. Si sottolinea con forza il ruolo attivo dei Cpi al servizio della cittadinanza; non solo per l’espletamento di pratiche burocratiche o per la ricerca d’impiego ai disoccupati, ma anche per il sostegno ai disabili e per l’attivazione di percorsi di formazione che possano accrescere le competenze degli utenti».

Ancora, per la Fp Cgil «molte delle azioni nell’ambito delle politiche attive del lavoro sono incentrate sugli over 45, fascia di età particolarmente delicata per chi perde il lavoro. Come sindacato siamo molto preoccupati per questa chiusura che comporterà, inevitabilmente, un indebolimento dei servizi che questo Centro eroga, proprio nella fase in cui dovrebbe accadere il contrario, dato che la normativa sul reddito di cittadinanza segna un nuovo protagonismo pubblico, come del resto in tutte le politiche attive del lavoro».

Tali politiche, prosegue il documento, «hanno necessità di integrarsi e intersecarsi con le politiche dell’istruzione, della formazione e dello sviluppo territoriale, processo indispensabile all’integrazione al buon funzionamento della “rete” i cui attori devono capitalizzare le risorse a disposizione. Naturalmente con gli uffici chiusi tutto ciò diventa difficile, vanificando il grande impegno e la dedizione dei dipendenti del CpI di Vibo e del loro responsabile, Gianluca Contartese, che, anche in regime di smart working, cercano di attenuare gli enormi disagi ai tantissimi cittadini che hanno l’esigenza di avvalersi del servizio. In relazione al territorio vibonese, è bene sottolineare la debolezza storica del tessuto socioeconomico e occupazionale, evidenziata dagli indicatori dei più importanti istituti di ricerca e analisi, acuita anche dall’emergenza dovuta al Covid 19, che danno segnali di un arretramento continuo e inesorabile. In virtù di quanto esposto, occorre al più presto intervenire per evitare che si arrivi ad un declino definitivo».

Pertanto la Fp Cgil invita «gli enti sopra menzionati a sedersi intorno ad un tavolo e a trovare una soluzione immediata per ridare alla città di Vibo Valentia e ai 28 comuni afferenti allo stesso CpI, un servizio importante, al fine di ridurre il disagio di cittadini e lavoratori. Si auspica l’attivazione immediata di un sinergico confronto volto alla risoluzione del problema, sottolineando che le risorse finanziarie per ammodernamenti e/o adeguamenti strutturali di immobili, sono disponibili nel Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro, già trasferite dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali alle Regioni. Una cosa deve essere chiara a tutti – conclude il sindacato -, questa organizzazione sindacale non abbasserà la guardia fintanto che la problematica non sarà risolta».

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