Il decreto firmato dai ministri Giorgetti e Pichetto Fratin utilizza 38,7 milioni di maggiori entrate Iva per finanziare lo sconto, che vale 2,44 euro su un pieno diesel da 50 litri e non riguarda la benzina. La durata dello sconto sarà breve: finirà il 7 novembre
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Un pieno di gasolio da 50 litri costerà circa 2 euro e 44 centesimi in meno. Non è una cifra destinata a rivoluzionare il bilancio delle famiglie, ma rappresenta un piccolo alleggerimento per gli automobilisti e per le imprese che continuano a fare i conti con il caro carburanti. Da oggi, mercoledì 28 ottobre, torna lo sconto sulle accise del diesel, disposto dal governo con un nuovo provvedimento che resterà in vigore fino al 7 novembre.
La riduzione sarà di 4 centesimi al litro sulle accise, equivalenti a 4,88 centesimi considerando anche l'Iva. Il beneficio riguarda esclusivamente il gasolio utilizzato come carburante, mentre per la benzina non è prevista un'analoga riduzione.
Il decreto è stato firmato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 ottobre.
Quanto si risparmia e cosa cambia alla pompa
La nuova disposizione porta l'accisa sul gasolio a 632,90 euro ogni mille litri, rispetto all'aliquota ordinaria di 672,90 euro. La differenza è dunque di 40 euro ogni mille litri, pari a 4 centesimi al litro prima dell'applicazione dell'Iva.
Tradotto in cifre più familiari, un rifornimento da 30 litri comporta un risparmio teorico di circa 1,46 euro, che sale a 2,44 euro per 50 litri e a 3,90 euro per 80 litri. Importi contenuti sul singolo pieno, ma che possono assumere un peso maggiore per chi utilizza quotidianamente un veicolo diesel, soprattutto per ragioni di lavoro.
L'accisa mobile: 38,7 milioni per finanziare lo sconto
Per sostenere l'intervento il governo utilizza 38,7 milioni di euro provenienti dalle maggiori entrate Iva registrate nel mese di settembre. Il meccanismo è quello dell'accisa mobile, previsto dalla normativa italiana per attenuare gli effetti degli aumenti del petrolio.
Quando il rincaro del greggio produce entrate fiscali superiori alle previsioni, una parte di queste risorse può essere destinata alla riduzione delle accise. In sostanza, lo Stato utilizza una quota del maggiore gettito per alleggerire, temporaneamente, la tassazione sui carburanti.
Non si tratta quindi di una riforma strutturale della fiscalità sui combustibili, ma di una misura limitata nel tempo, finanziata attraverso risorse già incassate.
Dalla crisi petrolifera agli aiuti per l'autotrasporto
Il nuovo decreto si inserisce in una lunga successione di interventi avviata a marzo, quando la guerra in Iran e le tensioni sui mercati energetici internazionali avevano provocato una brusca impennata dei prezzi petroliferi.
Nel corso dei mesi il governo ha più volte modificato e prorogato gli sgravi, riducendone progressivamente l'entità e concentrando gli interventi sul diesel. A settembre, per esempio, lo sconto sul gasolio era stato fissato inizialmente a 10 centesimi al litro sulle accise, per poi scendere a 5 centesimi nell'ultima parte del periodo agevolato, conclusosi il 5 ottobre.
Accanto alle riduzioni fiscali sono state previste anche misure specifiche per l'autotrasporto, tra cui il prolungamento dei crediti d'imposta destinati a determinate categorie di imprese.
Per il settore dei trasporti il prezzo del gasolio resta una variabile decisiva, perché incide sui costi di distribuzione delle merci e, indirettamente, sui prezzi dei prodotti destinati ai consumatori. Una questione particolarmente sentita anche in Calabria, dove le recenti mobilitazioni degli autotrasportatori hanno riportato al centro del dibattito le difficoltà economiche della categoria.
Lo sconto scade il 7 novembre: resta l'incognita dei prezzi
La nuova riduzione avrà una durata di appena undici giorni, dal 28 ottobre al 7 novembre compresi. Dall'8 novembre, in assenza di ulteriori provvedimenti, tornerà applicabile l'aliquota ordinaria.
È proprio la durata limitata a rappresentare il principale punto debole di questi interventi: assicurano un sollievo immediato, ma non eliminano l'esposizione di famiglie e imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Il beneficio sarà dunque apprezzabile soprattutto da chi consuma maggiori quantità di carburante. Per tutti gli altri, lo sconto si tradurrà in pochi euro risparmiati sul pieno, in attesa di capire se il governo interverrà nuovamente alla prossima scadenza.

