Dopo aver sollecitato attenzione istituzionale per il progetto turistico da 27 milioni di euro che non decolla a causa della burocrazia, il presidente dell’associazione ringrazia il governatore della Calabria per la risposta tempestiva: «Ora attendiamo le altre istituzioni. Questa vicenda deve diventare una responsabilità condivisa»
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Un primo riscontro istituzionale è arrivato. Dopo l’appello lanciato sul caso dell’imprenditore Francesco Cascasi, la Tazzina della Legalità annuncia che nei prossimi giorni una propria delegazione sarà ricevuta dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, insieme allo stesso imprenditore.
Un passaggio che l’associazione guidata da Sergio Gaglianese accoglie con soddisfazione e che rappresenta il primo seguito concreto della lettera inviata nei giorni scorsi alle principali istituzioni nazionali e regionali sulla vicenda del progetto Marina Resort di Vibo Marina.
«Ringraziamo il presidente Occhiuto perché ha raccolto il nostro appello con tempestività – afferma Gaglianese –. È un gesto che abbiamo il dovere di riconoscere pubblicamente. Non abbiamo mai avuto difficoltà a esprimere le nostre critiche quando abbiamo ritenuto che qualcosa non funzionasse e proprio per questo riteniamo corretto dare atto, quando accade, delle risposte positive».
La Tazzina rivendica in questo senso la propria autonomia: «La nostra associazione non fa sconti a nessuno e non cerca interlocuzioni di comodo con la politica. Criticare quando serve e riconoscere quando un’istituzione ascolta è, per noi, la stessa idea di autonomia».
Il caso Cascasi e il Marina Resort
Al centro resta il caso Cascasi. L’associazione aveva richiamato i 23 anni necessari per arrivare alla concessione demaniale legata al Marina Resort e i successivi 683 giorni di attesa indicati per la procedura di adeguamento, chiedendo alle istituzioni di verificare le ragioni dei ritardi e di garantire tempi certi.
Per Gaglianese, però, la questione supera ormai la singola vicenda imprenditoriale. «Chi decide di restare in Calabria, investire e continuare a credere nella propria terra non può essere lasciato solo davanti a tempi interminabili e difficoltà burocratiche. La legalità non è soltanto combattere la criminalità organizzata: è anche garantire che chi rispetta le regole e chiede alle istituzioni di poter lavorare trovi nello Stato un interlocutore presente».
«Ora attendiamo le altre istituzioni»
L’incontro con Occhiuto viene quindi considerato un primo passo, ma non il punto di arrivo. «Ora attendiamo le altre istituzioni – sottolinea il presidente della Tazzina –. La risposta del presidente Occhiuto rappresenta un primo passo, ma la vicenda Cascasi deve diventare una responsabilità condivisa. Ognuno faccia la propria parte, per quanto di competenza».
Il nuovo intervento si inserisce nel percorso della Staffetta della Legalità e nella parola d’ordine lanciata a Vibo Valentia, quella della “Ridestanza”.
«Da Vibo Valentia – conclude Gaglianese – vogliamo far partire qualcosa di più grande di una manifestazione. Vogliamo far partire la matrice della Ridestanza. Una Calabria che smette di aspettare, che torna a pretendere risposte, che ritrova orgoglio e coraggio e che non accetta più che chi denuncia, chi investe e chi prova a costruire venga lasciato solo».
E la linea dell’associazione resta quella annunciata sin dall’inizio: continuare a chiedere risposte alle istituzioni, senza trasformare la propria iniziativa in appartenenza politica. «La Calabria non ha bisogno di altre promesse. Ha bisogno di essere ascoltata. E soprattutto ha bisogno di ridestarsi».


