Dopo il pieno, la stangata rischia di arrivare anche dalle bollette. Nel Vibonese, già alle prese con un caro carburanti che nelle ultime settimane ha spinto benzina e gasolio su livelli particolarmente elevati, tra settembre e dicembre la spesa per luce e gas potrebbe raggiungere i 769 euro, con un aumento del 31,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È lo scenario che emerge dalle elaborazioni di Facile.it, secondo cui la Calabria si prepara a chiudere il 2026 con nuovi rincari sul fronte energetico. Per le famiglie vibonesi si tratterebbe del terzo conto più pesante della regione, dietro soltanto a Catanzaro e Cosenza.

Nel Vibonese 769 euro in quattro mesi

Le previsioni indicano infatti per la provincia di Vibo Valentia una spesa complessiva di circa 769 euro tra luce e gas nel quadrimestre settembre-dicembre, pari a un incremento del 31,6% su base annua.

Peggio dovrebbe andare a Catanzaro, dove la spesa stimata raggiunge 814 euro, il 32% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Segue Cosenza con 806 euro e un incremento del 31,9%. Dietro Vibo si collocano invece Crotone, con 719 euro (+30,9%), e Reggio Calabria, con 718 euro (+30,8%).

Un aumento che arriva proprio nei mesi in cui i consumi domestici sono destinati fisiologicamente a salire: meno ore di luce, temperature più basse, riscaldamenti accesi e una maggiore domanda di energia rischiano così di tradursi in un altro aggravio per i bilanci familiari.

Prima le pompe di benzina, adesso le bollette

Il rischio è quello di una doppia stangata per le famiglie vibonesi, perché il caro energia si innesta su una situazione già appesantita dai carburanti.

Nel capoluogo, gli ultimi dati disponibili mostrano ancora differenze molto marcate tra gli impianti. Al primo ottobre, per la benzina in modalità self si partiva da 1,99 euro al litro (grazie al price cap di Eni), ma la media cittadina era di circa 2,13 euro; per il gasolio il minimo era di 2,19 euro, mentre la media sfiorava 2,36 euro al litro.

Anche lungo l'A2 il quadro resta significativo. Alla stazione Pizzo Est, il gasolio risultava a 2,40 euro al litro servito e 2,19 euro self, mentre la benzina era indicata a 2,20 euro servito e 1,99 euro self.

Il price cap e le file ai distributori

A mitigare almeno in parte gli aumenti è intervenuto nelle ultime settimane il tetto introdotto sulla rete Enilive: 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, una misura avviata per 30 giorni e prorogabile in base all'andamento del mercato. Anche altri grandi operatori hanno successivamente annunciato forme di calmieramento dei prezzi.

Nel Vibonese l'effetto è stato immediatamente visibile, con file e un forte afflusso negli impianti che applicano i prezzi calmierati, mentre proprio dal territorio delle Serre è partita anche una contestazione sul versante opposto.

Una società indipendente di Serra San Bruno ha infatti presentato un esposto all'Antitrust sostenendo che i costi di approvvigionamento indicati per benzina e gasolio risultassero superiori ai prezzi massimi praticati dalla rete Eni, con il rischio – secondo l'impresa – di comprimere eccessivamente i margini dei piccoli operatori.