Salari erosi dall’aumento del costo della vita, contratti da rinnovare e una crisi occupazionale che continua a colpire soprattutto i giovani del Mezzogiorno. È il quadro tracciato dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervenuto oggi a Maierato, nel Vibonese, in occasione dello Uil Camp 2026, l’appuntamento nazionale del sindacato dedicato alle nuove generazioni.

«C’è una situazione veramente critica soprattutto per chi vive di stipendi e di pensioni», ha affermato Bombardieri, mettendo al centro il nodo del potere d’acquisto e dei rinnovi contrattuali. Il confronto con Confindustria e con le altre associazioni datoriali prosegue, ma le distanze restano soprattutto sulle modalità con cui recuperare attraverso i salari l’inflazione accumulata.

«L’incontro con la parte datoriale continua con tante difficoltà, ma mi pare che si possa dire che c’è da parte di tutti la voglia di chiudere», ha spiegato il leader della Uil. L’obiettivo, ha aggiunto, è arrivare a un sistema che permetta il rinnovo regolare dei contratti alla scadenza e garantisca un adeguamento delle retribuzioni.

«L’Europa grande assente»

Una parte delle responsabilità, secondo Bombardieri, va ricercata anche oltre i confini nazionali. «Continuiamo a dire che l’Europa in questo è la grande assente», ha sostenuto, richiamando la regolazione dei prezzi, la transizione climatica e i rapporti tra le grandi potenze. Questioni sulle quali, a suo giudizio, la mancanza di una risposta comune finisce per scaricare sui singoli Paesi conseguenze economiche e sociali.

Ma a Maierato il tema centrale è stato soprattutto quello delle nuove generazioni, a partire dalla proposta di una no tax area per i giovani finalizzata a contrastare l’emigrazione dal Sud e dalla Calabria.

Bombardieri ha ricordato che l’idea di intervenire sull’Irpef per gli under 35 era stata avanzata dalla stessa Uil Calabria e ha accolto positivamente il rilancio della proposta da parte del presidente della Regione Roberto Occhiuto. «Può essere un incentivo perché è ovvio che i salari sono quelli che sono e soprattutto è necessario incentivare i giovani a restare qui in Calabria e nel Mezzogiorno. È un primo passo per noi importante».

No tax area, ma «servono investimenti»

Per il segretario della Uil, tuttavia, la leva fiscale da sola non può bastare. «Servono investimenti, serve guardare realmente i dati dell’occupazione qui in Calabria», ha sottolineato. L’obiettivo deve essere quello di creare condizioni che consentano ai ragazzi di costruire nella propria regione un futuro stabile, senza essere costretti a trasferirsi altrove per trovare opportunità professionali.

Ed è proprio il rapporto con i giovani uno degli aspetti sui quali Bombardieri ha insistito maggiormente durante lo Uil Camp. «Vivono ancora di più la crisi e il dramma occupazionale che descriviamo tutti i giorni», ha detto, sottolineando come il confronto con le nuove generazioni consenta al sindacato di intercettarne «voglie, desideri e frustrazioni».

Un problema che, secondo il leader sindacale, assume dimensioni particolarmente preoccupanti in Calabria e nel Mezzogiorno, dove alle difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro si somma la perdita continua di giovani che cercano altrove prospettive migliori.

Bombardieri è intervenuto infine anche sul forte astensionismo registrato alle elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria, contrapponendolo alla partecipazione che si registra nelle consultazioni sindacali sui luoghi di lavoro. «Colpisce il fatto che l’80% delle persone non sia andato a votare», ha osservato.

Un dato sul quale, secondo il segretario generale della Uil, la politica dovrebbe interrogarsi. «Forse manca quel rapporto con la gente che si è perso», ha concluso Bombardieri, sostenendo che la politica oggi rischi di parlare «molto di più attraverso i social e meno con la gente».