Ritardi nel pagamento degli stipendi ai lavoratori impegnati nel servizio rifiuti di Stefanaconi. A sollevare nuovamente il caso è Giovanni Patania, segretario provinciale Conf.S.I.L.A., che punta il dito contro la società affidataria dell’appalto e chiama in causa anche i commissari prefettizi alla guida del Comune.

Secondo quanto denunciato dal sindacalista, la società continuerebbe a corrispondere le retribuzioni oltre le scadenze previste, con conseguenze pesanti per i dipendenti e le loro famiglie. Patania parla di una situazione che si trascina nonostante le «varie sollecitazioni e denunce presentate al Comune di Stefanaconi».

Nel mirino finisce anche il comportamento dell'amministrazione straordinaria. «Tutto ciò avviene con il silenzio assoluto dei commissari prefettizi del Comune – sostiene Patania – che pure dovrebbero vigilare sul rispetto del capitolato d’appalto da parte della Mea».

L'appello ai commissari e al prefetto

Il sindacalista si rivolge quindi direttamente ai commissari del Comune e al prefetto di Vibo Valentia, ponendo una domanda precisa: «È normale che un lavoratore abbia ricevuto l’ultimo stipendio il 15 agosto?». Un ritardo che, secondo la Conf.S.I.L.A., non può più essere considerato sostenibile.

«Così non si può andare avanti – afferma Patania –. I Comuni che affidano l’appalto devono pretendere il rispetto del capitolato per un principio di trasparenza e legalità».

La presa di posizione si chiude con un passaggio che alza ulteriormente il livello dello scontro. La Conf.S.I.L.A. sta infatti valutando se esistano le condizioni per chiedere la revoca dell’appalto. Una possibilità messa nero su bianco nella nota del 25 settembre, mentre resta aperta la questione delle retribuzioni dei lavoratori e delle verifiche sul rispetto degli obblighi contrattuali da parte della società.