Alla presentazione del libro Turismo e Capitale intervengono pubblicamente alcuni lavoratori del settore. Il Fronte Comunista rilancia la vertenza nel Vibonese: più controlli, monitoraggio dei turni e timbratura geolocalizzata
Tutti gli articoli di Economia e Lavoro
PHOTO
Dal racconto anonimo alla denuncia pubblica. È questo il passaggio che il Fronte Comunista rivendica dopo la presentazione di Turismo e Capitale, andata in scena a Tropea, a Largo Antico Sedile, nel cuore di una delle località simbolo del turismo calabrese. Una serata che gli organizzatori hanno voluto trasformare non soltanto nella presentazione di un libro, ma in un momento di confronto sulle condizioni di lavoro nel comparto turistico, dando direttamente la parola a chi quelle condizioni le ha vissute.
A intervenire sono stati, tra gli altri, Virginia C., già receptionist in diversi hotel di Tropea, e Lorenzo G., già lavoratore in uno stabilimento balneare della costa ionica. Le loro testimonianze hanno riportato al centro alcuni dei problemi già denunciati nelle scorse settimane: demansionamenti, buste paga ritenute inferiori ai minimi previsti e straordinari non retribuiti. Al dibattito, riferiscono gli organizzatori, hanno preso parte anche altri lavoratori del settore turistico.
Alcune delle criticità finora affidate soprattutto a testimonianze raccolte in forma anonima, dunque, sono state portate pubblicamente davanti a cittadini e lavoratori. Il Fronte Comunista interpreta la serata come un primo tentativo di rompere quello che definisce il clima di «ricatto occupazionale» che spesso impedirebbe agli stagionali di esporsi sulle proprie condizioni di lavoro.
L’iniziativa era stata costruita attorno alla presentazione di Turismo e Capitale, volume scritto da più autori e dedicato all’analisi dei rapporti tra sviluppo turistico, occupazione e condizioni dei lavoratori. Tra gli autori figurano Paolo Caputo ed Elisabetta Della Corte dell’Università della Calabria, Franco Capalbo, Domenico Cortese e Giuseppe Valentino, segretario generale della Filcams Cgil Calabria.
La scelta di Tropea assume per gli organizzatori un significato preciso. La città viene indicata come uno dei luoghi nei quali il successo turistico convive con una discussione sempre più accesa sulla qualità dell’occupazione generata dal settore. Il Fronte Comunista sostiene che l’obiettivo dell’iniziativa fosse proprio quello di mettere in discussione una rappresentazione esclusivamente positiva del boom turistico e di riportare l’attenzione sulle condizioni di chi lavora negli alberghi, nei lidi, nella ristorazione e nei servizi.
Un tema già emerso con forza nel materiale diffuso prima dell’incontro, attraverso testimonianze raccolte nel Vibonese che raccontavano turni molto più lunghi rispetto alle ore contrattualizzate, paghe di pochi euro l’ora e giornate di lavoro retribuite con poche decine di euro. La serata di Tropea ha rappresentato quindi il seguito di quella campagna, questa volta con lavoratori disposti a raccontare direttamente la propria esperienza.
Le richieste: controlli sui turni e timbratura geolocalizzata
Dal confronto arriva anche la conferma delle rivendicazioni che il Fronte Comunista intende portare avanti nelle prossime iniziative sul territorio. Tra queste figurano aumenti reali delle retribuzioni, un rafforzamento della Naspi e delle indennità di malattia e controlli più capillari da parte dell’Ispettorato del lavoro.
Resta inoltre sul tavolo una delle proposte più particolari già avanzate nelle scorse settimane: un sistema di monitoraggio a distanza dei turni e una timbratura geolocalizzata collegata all’Ispettorato del lavoro, in modo da poter verificare la corrispondenza tra gli orari dichiarati e quelli effettivamente svolti. Viene chiesto anche ai Comuni di coinvolgere maggiormente le Polizie locali nei controlli sulla regolarità delle attività economiche.

