L’avvio della stagione 2026 è stato positivo ma sono ancora troppe le incognite che gravano sull’immediato futuro. Secondo Luca Giuliano, presidente della sezione Turismo di Confindustria, i mercati nazionale ed europeo dovrebbero reggere senza grassi scossoni
Tutti gli articoli di Economia e Lavoro
PHOTO
La Pasqua rappresenta un primo test per il turismo calabrese e, tra Pizzo, Tropea e Serra San Bruno, i segnali arrivati sono positivi.
A Pizzo, la giornata di Pasquetta ha fatto registrare un forte afflusso di visitatori, come racconta Mariangela Preta, direttrice dei Musei civici: «Un’affluenza straordinaria di visitatori provenienti da tutta la regione e oltre».
Complice il meteo favorevole, la città ha attirato famiglie, gruppi di amici e turisti fin dalle prime ore del mattino. Le spiagge e il lungomare si sono riempiti, così come il centro storico, attraversato da un flusso continuo di persone tra passeggiate e soste nei locali. Molto frequentate anche le pinete, scelte per picnic e momenti all’aria aperta.
Buona la risposta anche per i siti culturali. Il Castello Aragonese di Pizzo e la Chiesa di Piedigrotta, aperti per l’occasione, hanno registrato numerosi ingressi, confermandosi tra le mete più visitate.
Soddisfatto il sindaco Sergio Pititto, che parla di «un segnale positivo per la stagione turistica ormai alle porte» e ringrazia operatori, forze dell’ordine e volontari per la gestione dell’afflusso.
Numeri importanti anche a Serra San Bruno dove cresce l’interesse per il turismo esperienziale. Il Santuario di Santa Maria nel Bosco e il Museo della Certosa hanno attirato visitatori interessati a percorsi nella natura, trekking e attività all’aperto. Il sindaco Alfredo Barillari sottolinea come aumenti la domanda di esperienze legate al territorio e alle tradizioni locali.
A Tropea, la "Perla del Tirreno" ha visto i primi bagni di stagione, con un anticipo d'estate che ha riempito le spiagge già a partire dalla fine di marzo, confermando un trend di dinamicità che fa ben sperare.
Nonostante l'avvio positivo, l'estate 2026 si presenta con alcune incognite legate allo scenario globale. Luca Giuliano, presidente della sezione Turismo di Confindustria Vibo Valentia e vice presidente regionale della sezione turismo di Unindustria spiega: «La tendenza era molto positiva fino a poche settimane fa. Ora dobbiamo monitorare l'impatto delle tensioni in Medio Oriente e il possibile aumento dei costi dei trasporti».
Secondo l'analisi di Giuliano, i mercati nazionale ed europeo dovrebbero reggere senza scossoni. Il rischio maggiore riguarda il traffico intercontinentale, in particolare quello proveniente dall'Australia, che negli ultimi anni si era mostrato molto dinamico. Tuttavia, la Calabria appare meno esposta rispetto ad altre destinazioni italiane ai cali provenienti dal Sud-est asiatico o dall'India, mercati che non rappresentano il bacino primario per la provincia.
Qualità e risorse umane: le sfide interne
Al di là dei fattori esterni, il comparto vibonese sta vivendo una fase di maturazione interna. Gli operatori segnalano una maggiore consapevolezza sulla necessità di elevare gli standard qualitativi dei servizi. Esiste un fermento nel settore ricettivo volto al rinnovamento, anche se rimane aperta la sfida della gestione delle risorse umane. La capacità delle aziende di formare e fidelizzare i collaboratori sarà il vero motore per garantire un’accoglienza d’eccellenza.
Sul fronte dei numeri, i dati regionali indicano che la Calabria ha già superato le presenze del 2019, considerato l'anno di riferimento pre-pandemico. Giuliano invita però a una lettura attenta delle statistiche: l'introduzione del Cin (Codice di Identificazione Nazionale) ha permesso di far emergere una parte del sommerso, rendendo i dati attuali più veritieri ma non necessariamente frutto di un aumento sproporzionato dei viaggiatori reali.
L'appello alle istituzioni
Per il futuro, la richiesta che arriva dal mondo produttivo è quella di una governance solida. Il dialogo con l’assessorato regionale allo Sviluppo Economico e al Turismo punta a ottenere una pianificazione che allinei le strategie di promozione alle reali analisi di mercato e allo sviluppo delle infrastrutture, in primis il sistema aeroportuale. La strategia per i prossimi mesi non prevede allarmismi, ma una gestione basata sulla pianificazione e sulla solidità di un'industria che cerca il suo definitivo consolidamento.



