Il presidente dell'Autorità portuale Piacenza e l'amministratrice della Cadi Srl Domenica Marcello sottoscrivono due atti per ampliare gli spazi e modificare il progetto del Marina Resort Porto Santa Venere. Previsti 300 posti barca e fino a 250 occupati
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Ventisei anni di attese, ricorsi, ostacoli burocratici e battaglie amministrative. Ora un'altra firma che può segnare la svolta per uno dei più importanti investimenti turistici previsti a Vibo Marina. L'Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio ha sottoscritto due nuovi atti di concessione demaniale a favore della Cadi Srl, società dell'imprenditore Francesco Cascasi, per l'ampliamento degli spazi e l'aggiornamento del progetto del Marina Resort Porto Santa Venere. Un intervento che, nel suo complesso, vale circa 27 milioni di euro e punta a realizzare un approdo turistico con 300 posti barca, strutture ricettive e servizi per la nautica da diporto, con ricadute occupazionali stimate in 200-250 posti di lavoro, tra occupazione diretta e indotto.
A firmare i provvedimenti sono stati il presidente dell'Autorità portuale Paolo Piacenza e Domenica Marcello, amministratrice unica della Cadi. Il passaggio arriva al termine di una vicenda iniziata nel 2000, attraversata da numerosi contenziosi e caratterizzata, anche negli ultimi mesi, da difficoltà che avevano messo nuovamente in discussione la realizzazione dell'investimento.

Dal diniego di gennaio alla firma delle nuove concessioni
Il nuovo via libera assume particolare rilievo alla luce di quanto accaduto all'inizio dell'anno. Con una determina del 30 gennaio 2026, infatti, l'Autorità portuale aveva respinto una richiesta di ampliamento della concessione presentata dalla Cadi, relativa a circa 2.025 metri quadrati. Alla base del diniego vi erano le osservazioni della Capitaneria di porto sui rischi per la sicurezza delle manovre e sulla riduzione degli spazi disponibili lungo la banchina Fiume, utilizzata anche dai mezzi veloci per il collegamento con le Isole Eolie.
La vicenda aveva conosciuto un successivo sviluppo nel giugno scorso, quando il Comitato di gestione dell'Autorità portuale aveva approvato una modifica del progetto originario, riguardante la disposizione dei pontili, la banchina di servizio e l'impianto di rifornimento.
Oggi arriva la sottoscrizione dei due atti suppletivi, che consentono di acquisire ulteriori 384 metri quadrati destinati alla movimentazione, al rifornimento e all'ormeggio delle imbarcazioni e di adottare una diversa configurazione delle strutture. Si tratta quindi di un ampliamento più contenuto rispetto a quello inizialmente richiesto, accompagnato da modifiche progettuali che tengono conto delle esigenze operative dello scalo.
Sei pontili galleggianti e una nuova struttura per i servizi
Il progetto aggiornato prevede sei pontili galleggianti, che sostituiranno la precedente soluzione progettuale, per rendere più flessibile l'organizzazione degli ormeggi e consentire l'accoglienza di imbarcazioni di diverse dimensioni.
È inoltre prevista la realizzazione di una struttura polifunzionale di circa 379 metri quadrati, destinata a ospitare i servizi per gli utenti della marina, oltre a una banchina di servizio e alle aree dedicate alle attività nautiche.
Una delle modifiche riguarda la collocazione dell'impianto di rifornimento carburante, previsto sulla banchina Fiume, già compresa nell'area in concessione. Secondo l'Autorità portuale, la nuova organizzazione consentirà di garantire la continuità del servizio passeggeri.
Piacenza: «Un investimento che rafforza l'attrattività del porto»
«Con la sottoscrizione di questi due atti compiamo un ulteriore passo nella valorizzazione del porto di Vibo Valentia Marina», afferma il presidente dell'Autorità portuale Paolo Piacenza.
«L'obiettivo non è soltanto mettere a disposizione nuovi spazi, ma contribuire alla realizzazione di una marina yacht in grado di offrire servizi più moderni, organizzati e qualificati alla nautica. È un intervento che arricchisce l'offerta complessiva dello scalo e che può rafforzarne l'attrattività, anche in chiave turistica».
Il presidente sottolinea inoltre l'importanza della collaborazione tra pubblico e privato: «La crescita della nautica da diporto rappresenta infatti una componente importante della strategia di valorizzazione dei porti del nostro Sistema e richiede infrastrutture adeguate, qualità dei servizi e una forte collaborazione con gli operatori privati».
Una storia cominciata nel 2000, tra contenziosi e lotta alla 'ndrangheta
Dietro i due provvedimenti firmati oggi c'è una storia che supera ampiamente i confini della vicenda amministrativa. Francesco Cascasi ha presentato la prima istanza nel 2000 e, successivamente, una nuova richiesta nel 2005. Soltanto nel 2023 è arrivata una concessione demaniale, dopo anni di pareri contrastanti, ricorsi e pronunciamenti della giustizia amministrativa.
Il percorso imprenditoriale di Cascasi è stato segnato anche dalla sua opposizione alla criminalità organizzata. L'imprenditore ha denunciato estorsori e tentativi di infiltrazione nelle proprie attività, affrontando intimidazioni e minacce, fino agli spari contro la sua abitazione di Briatico. Una vicenda raccontata anche nel libro Nonostante tutto di don Ennio Stamile.
Nel novembre 2025 erano state annunciate le attività preliminari per l'allestimento del cantiere. Ma le difficoltà amministrative non erano terminate. Ancora il 14 ottobre scorso, Cascasi aveva incontrato alla Cittadella regionale il presidente Roberto Occhiuto, accompagnato da Sergio Gaglianese, presidente dell'associazione La Tazzina della Legalità, per rappresentare gli ostacoli che continuavano a frenare il progetto.
L'investimento comprende, oltre al nuovo approdo turistico, un cantiere nautico, l'ammodernamento del lido La Rada e due strutture alberghiere, lo storico Hotel Miramare già riqualificato e il nuovo albergo TLF.


