Cittadinanza e istituzioni si sono riunite davanti al Liceo Artistico "Domenico Colao" per la cerimonia di intitolazione. Un riconoscimento a ventitré anni dalla scomparsa di una figura che ha segnato la storia culturale e sociale della città
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Ci sono uomini capaci di tracciare un solco indelebile nella comunità in cui vivono, fino a diventarne parte integrante della memoria storica. Michele Aiello è stato indiscutibilmente uno di questi. Vibo Valentia gli ha voluto rendere omaggio con una cerimonia che si è svolta in Piazza Martiri d'Ungheria, proprio davanti al Liceo Artistico "Domenico Colao", intitolandogli il tratto di strada adiacente.
Chi era Michele Aiello
Un atto dovuto a una personalità multiforme che ha dedicato la propria vita al servizio del territorio. Docente e guida per i giovani. Dal 1954 al 1976 ha insegnato lettere al Ginnasio e italiano e latino al Liceo Classico “Michele Morelli”, lasciando un'impronta profonda nelle generazioni di studenti che ha formato. Fu anche tra i soci fondatori dell'associazione Civitas, nata su impulso del medico Vincenzo Nusdeo, spendendosi in prima persona per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico vibonese. Fu anche Consigliere comunale dal 1952 al 1984 nelle file di Psi, Psiup e Pci, e consigliere regionale della Calabria dal 1975, ha sempre interpretato la politica come ascolto e vicinanza diretta ai cittadini.
A coordinare la cerimonia è stato il giornalista Giuseppe Sarlo, che ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa: «La città oggi incontra il suo passato, riunita per celebrare una figura di spicco. Con questa intitolazione assicuriamo il nome di Aiello nel contesto urbano, esaudendo il desiderio di tantissimi cittadini».
L'emozione del figlio Enrico
Toccante il ricordo del figlio, Enrico Aiello, che ha rievocato la dedizione del padre: «Ha speso tutta la sua vita per Vibo. Lo ricordo ancora nel suo studio a leggere carte fino a notte fonda; quando gli chiedevo il perché di tanto sforzo, rispondeva che lo faceva per gli altri. Questo riconoscimento, a 23 anni dalla sua scomparsa, è un segnale bellissimo».

