I funerali del medico sono in programma oggi alle 15 nella chiesa matrice di San Costantino. Nei giorni scorsi la camera ardente allo Jazzolino di Vibo
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Cordoglio e commozione a San Costantino Calabro per la morte del dottore Giuseppe Santoro. Il medico dell'Asp di Vibo Valentia, “Peppino” per gli amici e anche per i semplici conoscenti, tra gli abitanti del comune del Vibonese ha lasciato una traccia indelebile del proprio percorso umano e professionale. Per il suo carattere affabile e per la grande disponibilità, ma anche per l'umiltà che lo rendeva agli occhi della gente “uno di noi”. Il dottore Santoro si è spento giovedì scorso presso l'ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia, dove era stato ricoverato a causa delle sue precarie condizioni di salute. Una camera ardente è stata allestita, al riguardo, presso l'obitorio del nosocomio della città capoluogo di provincia. I suoi funerali sono in programma questo pomeriggio alle 15 presso la chiesa matrice di San Costantino Calabro.
Al riguardo le parole del sindaco Nicola Derito. «Lo chiamavano tutti Peppino - sottolinea - in modo affettuoso e senza il titolo di dottore, perché lui era una persona talmente umile e timida che non teneva queste etichette. Ha conseguito la laurea in Medicina all'università di Messina ed è stato sempre attento e vicino alle persone. Qualunque cosa gli si chiedeva si metteva subito a disposizione. Peppino - aggiunge il primo cittadino di San Costantino Calabro visibilmente commosso - era una persona buona e per bene, ed evidenziava questa sua generosità sia nel campo lavorativo, svolgendo tra l'altro il ruolo di guardia medica, e sia nel quotidiano. Lo possiamo definire il classico galantuomo, persona onesta nella vita e nel lavoro. Tra di noi c'erano anche rapporti di parentela, ma per me è stato più che altro un caro amico, sempre affettuoso ed educato. Con lui se ne va un vero signore, amico di tutti. Il dispiacere per la sua morte non è solo mio - termina - ma di ogni abitante del nostro paese. Perdiamo una persona stimata e che si faceva volere bene da tutti. Da oggi siamo tutti più “poveri”. Alla sua famiglia vanno la nostra vicinanza, l'affetto e le più sentite condoglianze».

