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Il capogruppo di minoranza Nazzareno Fialà accusa il sindaco Antonio Arena di attribuirsi meriti non suoi rispetto allo sviluppo dell’importante servizio

Politica

È ormai totale lo scontro a Ionadi, tra il sindaco Antonio Arena e il consigliere d’opposizione Nazzareno Fialà. Dopo le critiche alla procedura utilizzata per il bando pubblico indetto dal Comune per la copertura a tempo parziale e indeterminato di un posto di Istruttore amministrativo di categoria C da utilizzare nell’Ufficio anagrafe, ad entrare oggi nel mirino del capogruppo della componente di minoranza “Ionadi” è la tematica inerente alla metanizzazione della frazione Vena, «sbandierata dal sindaco Arena come il grande obiettivo centrato dalla sua Amministrazione in appena cinque mesi dall’insediamento avvenuto a  giugno 2017. Già nel novembre  2017 - sottolinea Fialà - allorquando la “2i Rete gas Spa”, in qualità di concessionaria del pubblico servizio di distribuzione del gas naturale a mezzo di rete urbana, ha chiesto al Comune informazioni necessarie alla valutazione preliminare di fattibilità dell’estensione della rete nella frazione di Vena, il sindaco Arena non ha perso occasione di autoincensarsi per avere fatto il “miracolo”; e ancora oggi, a lavori in corso, continua imperterrito a ascriversi a mezzo stampa il merito dei lavori di metanizzazione. Il sottoscritto è naturalmente molto contento che i lavori della metanizzazione della frazione Vena siano finalmente iniziati, ma occorre per onestà intellettuale informare e dire la verità sui fatti ai cittadini. La metanizzazione della frazione Vena - prosegue - così come sta avvenendo in altre realtà vibonesi, rientra in un programma di sviluppo della rete di distribuzione del gas metano ad opera della 2i Rete gas Spa. In questo caso, così come risulta da documenti ufficiali, il contratto di appalto era stato firmato già in data 16 marzo 2016, quindi ben prima dell’insediamento della amministrazione Arena». Nel suo intervento Fialà fa poi una riflessione: «Trattandosi di un investimento di capitali cospicuo si ha motivo di ritenere che la concessionaria nel programmare l’estensione della rete pubblica a Ionadi l’abbia fatto su dati oggettivi, e non certo sulla persona del sindaco, qualunque esso sia, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi». Da qui l’amara conclusione: «Vantarsi di un’opera di cui non si ha alcun merito è sinceramente ridicolo. A meno che il sindaco - chiosa infine l’esponente d’opposizione - voglia prendersi i meriti per aver approvato il progetto esecutivo e aver, quindi, rilasciato l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori così come normalmente avviene, doverosamente e per prassi, per gli altri servizi pubblici».

 

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